Aria Nuova: Imu troppo alta mai fatti i tagli promessi

FRANCAVILLA. In vista della scadenza della prima rata dell’Imu, prevista per il 16 giugno, l’associazione Aria Nuova rinnova la protesta contro la tassa capestro sui terreni edificabili, accusando l’a...
FRANCAVILLA. In vista della scadenza della prima rata dell’Imu, prevista per il 16 giugno, l’associazione Aria Nuova rinnova la protesta contro la tassa capestro sui terreni edificabili, accusando l’amministrazione del sindaco Antonio Luciani di aver disatteso l’impegno di ridurre l’Imu. «L’ultimo consiglio comunale ha preso in giro i cittadini, lasciando invariati i valori applicati nel 2008, ormai fuori mercato», protesta in un manifesto affisso in città il movimento politico presieduto da Rocco Storto, contestando la riduzione dell’1 per mille adottata dal consiglio (dal 10,6 al 9,6 per mille) per i terreni edificabili che ritiene solo «un contentino».
I terreni in questione, individuati come edificabili nel Prg, sono localizzati per lo più nelle zone di completamento e di espansione della città; fra queste, in particolare, la fascia a ridosso della statale adriatica. «Se l’amministrazione voleva essere davvero vicina ai cittadini, i valori dovevano essere ridotti in misura più consistente», afferma il portavoce di Aria Nuova, l’ex sindaco Nicolino Di Quinzio. «Il vicesindaco Di Lorenzo, a suo tempo, aveva annunciato che sarebbero stati rivisti, ma di fatto, così non è stato. Molti Comuni hanno lasciato la libertà ai proprietari dei terreni edificabili di chiedere il declassamento da edificabile ad agricolo. Perché il Comune di Francavilla non lo fa? Evidentemente ciò che interessaall’amministrazione è solo fare cassa».
«Lasciando così le cose», rincara Storto, «nel giro di 10-15 anni, per i cittadini si prospetta la perdita della proprietà, a causa dell’eccessiva tassazione su terreni che non rendono niente. I terreni edificabili, di fatto non lo sono, perché non si può andare oltre nel consumo del suolo. Anche uno studio fatto dall’università d’Annunzio aveva evidenziato che Francavilla ha già superato i limiti massimi di costruito previsti dalle norme urbanistiche». (g.g.)
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