«Aric, in due con lo stesso incarico»

28 Dicembre 2016

Chiodi: il commissario voluto da D’Alfonso è un doppione del dg

L’AQUILA. Due dirigenti con gli stessi compiti. Accade all’Agenzia regionale di Informatica e Committenza (Aric) dopo che la Regione il 23 novembre scorso ha nominato il commissario straordinario Paolo Menduni. Secondo il presidente emerito della Regione Gianni Chiodi (Fi), Menduni ha gli stessi incarichi che ricopre il direttore generale dello stesso ente dal 23 febbraio. « Com’è possibile pagare due persone per svolgere gli stessi compiti?», domanda Chiodi.

«Il decreto di nomina di Menduni», spiega in una nota l’ex governatore, «presenta evidenti irregolarità sostanziali alla luce delle quali si ritiene di dover richiedere la formulazione di un parere di legittimità al collegio delle garanzie statutarie». Chiodi non entra nel merito delle competenze di Menduni, ma fa notare che è stato consulente a titolo gratuito del presidente D’Alfonso dal gennaio 2015.

«Molto probabilmente», insinua, «la nomina di Menduni, già in quiescenza, non come consulente o altro, ma come commissario dell’Agenzia, serviva solamente a poter retribuire l’incarico, in ossequio a quanto previsto dalle normative nazionale e regionale in vigore. Risulta chiaro», conclude Chiodi, «come questa nomina a commissario straordinario rappresenti un vero e proprio escamotage per superare il divieto posto d’articolo 6 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, che ha introdotto nuove disposizioni in materia di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza».