Aringhieri (Dompè): «L’onda digitale motore di sviluppo»

Il Ceo del gruppo farmaceutico: la crescita si fa con la ricerca Nello stabilimento aquilano sistemi all’avanguardia»
L'AQUILA. C'è chi ha già vissuto l'onda digitale nel proprio core business. La Dompé, ad esempio, una delle principali aziende farmaceutiche d'Italia, si occupa di sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative e nello stabilimento dell'Aquila, in cui dà lavoro a 250 persone, ha vissuto il passaggio dalla fase analogica a quella digitale da tempo. Almeno dal 2013, come spiega il Ceo del gruppo, Eugenio Aringhieri.
«Sotto il cofano noi abbiamo la ricerca e lo sviluppo, il vero motore di crescita, che oggi stanno vivendo il secondo tempo della partita, un tempo molto più digitale. La trasformazione da aziende analogiche, ad aziende digitali per noi è già avvenuta, e noi oggi abbiamo nella nostra cassetta degli attrezzi una cassetta più evoluta. Le aziende che facevano ricerche chimiche come un tempo esistono sempre meno».
Che cosa troviamo, allora, nella cassetta degli attrezzi di oggi?
«Noi oggi abbiamo nei nostri cassetti la biotecnologia, la nanotecnologia, la genomica, la protenomica. L'onda digitale per noi è partita molto tempo fa e oggi siamo a un 70-75% del percorso per quanto riguarda lo stabilimento dell'Aquila. L'industria 4.0 interessa anche un'altra parte della catena del valore, che è il manifacturing e credo che sia un'opportunità perché il Paese da sempre ha avuto il primato del manifacturing e oggi dobbiamo vivere questo cambiamento verso il digitale come una grande possibilità di rilancio; perché non soltanto dobbiamo rivoluzionare il manifacturing riconquistando le posizioni di primato, ma dobbiamo farlo creando una cultura digitale».
Come si fa a farlo in uno stabilimento come Dompe', inserito in un contesto di crisi come quello aquilano?
«Nello stabilimento aquilano sono anni che stiamo lavorando per creare un sistema di monitoraggio e di data integrity del sistema. Dentro ai binari dell'industria 4.0 abbiamo collocato il monitoraggio, ossia il controllo del sistema, introducendo 1.100 sensori sia nell'ambiente che nelle linee produttive, che raccolgono una miriade di dati, e li abbiamo collegati a un sistema intelligente che trasforma i dati in informazioni. Esiste, insomma, il modo di vedere i cosa succede nell’ambiente e nelle linee produttive. Riguarda il discorso dei big data, il grande quantitativo di dati e la capacità di raccoglierli e trasformali in informazioni». (m.g.)
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