Armati di pistole rapinano 300mila euro

2 Luglio 2016

Due uomini a volto coperto hanno divelto una grata e sorpreso gli impiegati all’apertura. Sottratti i soldi delle pensioni

PESCARA. Non è stato un caso se due rapinatori hanno scelto di assaltare proprio nella giornata di ieri l'ufficio postale che si trova a pochi passi dalla pineta dannunziana. Hanno atteso il giorno di pagamento delle pensioni, quello in cui le casseforti delle Poste sono piene, mettendo a segno un colpo da almeno 300mila euro. I due sapevano benissimo come e quando muoversi, a giudicare dalle mosse compiute prima e dopo l'assalto.

Sono entrati nell'ufficio postale senza passare dalla porta. Hanno divelto una grata laterale attraverso la quale sono entrati in un locale sottostante l'ufficio postale e si sono infilati in un cunicolo. Da lì hanno realizzato un buco nel pavimento, superando massetto e mattoni forati, e da quel foro si sono infilati nell'ufficio postale. Hanno agito di notte o forse di mattina, molto presto, perché alle 8 erano già dentro, quando sono arrivati i dipendenti dell'ufficio postale e hanno disattivato l'allarme.

I due, di corporatura esile, giovani e italiani, hanno chiuso tutti in una stanza, così come ricostruisce la polizia che si sta occupando delle indagini, e hanno costretto un’addetta ad aprire la cassaforte, rifornita proprio ieri dall'esterno. Serviva la combinazione e non è stato un problema farla comporre, considerato che i due impugnavano una pistola. Hanno svuotato anche una seconda cassaforte, quella temporizzata, che si apre a scadenze prestabilite e, una volta racimolato tutto il denaro, sono usciti passando da una porta antipanico che dà sulla pineta, facendo perdere le tracce. E' durato tutto una ventina di minuti, quando l'ufficio postale era chiuso al pubblico. Dopo l'assalto qualcuno ha avuto bisogno del soccorso dei medici, per lo choc subito, poi i testimoni hanno dovuto raccontare alla polizia tutto ciò che hanno visto. Gli uomini della Volante e della Mobile, diretti rispettivamente da Dante Cosentino e Pierfrancesco Muriana, hanno ricostruito l'accaduto e raccolto elementi - grazie al lavoro della polizia scientifica - per tentare di risalire ai due, che avevano il volto coperto da passamontagna, o forse scaldacollo, e disponevano di uno scanner, un apparecchio in grado di intercettare le conversazioni delle forze dell'ordine, ma anche di colloquiare con eventuali complici che li attendevano all'esterno. Hanno evitato di lasciare impronte, indossando guanti e, pur essendo stati ripresi dal sistema di videosorveglianza, sono irriconoscibili, viste le precauzioni adottate. La polizia sta studiando le immagini registrate dalle telecamere nell'ultima settimana, presupponendo che siano stati effettuati dei sopralluoghi, prima della rapina, non la prima in questo ufficio postale. Alla fine di ottobre in due hanno assaltato la stessa struttura, racimolando 2mila euro.

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