Armato di machete, minaccia tutti e poi rapina il padre di cento euro

Arrestato giovane pescarese, ha fatto irruzione al Dopolavoro ferroviario di corso Vittorio La polizia ha avviato subito le ricerche e lo ha rintracciato in via Solferino dopo mezz’ora
PESCARA. Voleva dei soldi dal padre. Non è chiaro a cosa gli servissero, ma era determinato ad averli. Talmente determinato che si è presentato al Dopolavoro ferroviario, in corso Vittorio Emanuele, con un machete. Lì ha avvicinato il padre, che in quella struttura è conosciuto e apprezzato, e ha cominciato ad inveire, non solo contro l’uomo ma nei confronti degli altri, minacciando i frequentatori della struttura. E ha gelato il sangue a tutti.
Si sono fatte strada l’incredulità per quell’episodio assurdo e la paura che potesse accadere qualcosa di grave e poi il desiderio che tutto finisse nel più breve tempo possibile senza conseguenze drammatiche. Con quel machete, prima attaccato al collo e poi impugnato ma lasciato sempre dentro ad una custodia, è riuscito a farsi consegnare dei soldi dal padre, pare un centinaio di euro, dopo averlo strattonato e fatto cadere a terra. E ha minacciato chi era in sua compagnia. Solo dopo aver intascato il denaro si è allontanato dai locali del Dopolavoro di corso Vittorio Emanuele. Questa, per il momento, la primissima versione dei fatti.
La segnalazione al 113 è stata immediata, dalla struttura, con il racconto dell’accaduto e l’appello ad intervenire rapidamente. E proprio dal centro sono partite le ricerche dell’uomo, A.C., un 35enne di Pescara che si è affrettato a far perdere le tracce. Ma il personale della squadra volante e gli uomini del Reparto prevenzione crimine non si sono fermati a perlustrare il centro. È stata passata al setaccio una zona piuttosto ampia, fino a quando l’uomo è stato individuato. Era in via Solferino, una traversa di viale Bovio, con il machete ancora attaccato al collo. Alla vista dei poliziotti, non ha reagito: è stato costretto ad arrendersi e a consegnarsi senza opporre resistenza. Lo hanno accompagnato in questura per accertamenti mentre il padre raccontava l’accaduto ai poliziotti, ricostruendo i fatti di cui era stato protagonista poco prima insieme agli altri frequentatori del Dopolavoro ferroviario che, come lui, hanno visto entrare in azione il 35enne e si sono sentiti minacciati, spiazzati tutto d’un tratto da una violenza inattesa e immotivata che ha interrotto un tranquillo pomeriggio di inizio estate.
Il caso si è chiuso praticamente in un battibaleno, grazie all’intervento tempestivo della polizia: il 35enne è stato arrestato e oggi si attende la convalida e il processo per direttissima. Il reato contestato sarebbe quello di rapina. E proprio oggi l’uomo fornirà la propria versione dei fatti e spiegherà i motivi di tanta aggressività nei confronti del padre e degli altri frequentatori del Dopolavoro ferroviario, un punto di riferimento storico in corso Vittorio Emanuele, con centinaia di iscritti e di frequentatori.
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