Armi e droga da Milano a Pescara

21 Gennaio 2021

Operazione della Finanza, tre arresti. La Beretta aveva la matricola cancellata

PESCARA. Dalla Lombardia a Pescara. Era questa la rotta seguita da droga e armi che arrivavano, ovviamente su ordinazione, dall'hinterland milanese nel capoluogo adriatico. Quel filo invisibile che correva tra le due regioni è stato scoperto e reciso dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria che, al termine delle indagini, hanno eseguito tre arresti.
Martedì mattina sono finiti agli arresti domiciliari un 29enne di origine foggiana residente a Pescara, un 55enne residente in provincia di Milano e un 63enne pluripregiudicato di origine siciliana radicato in provincia di Milano e già coinvolto in indagini sui sodalizi criminali corleonesi impegnati nel traffico internazionale di droga in affari con i cartelli dei narcos colombiani. A disporre gli arresti è stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara Antonella Di Carlo su richiesta del sostituto procuratore Luca Sciarretta alla luce di quanto accertato dalle Fiamme Gialle.
Per i finanzieri del colonnello Luca Lauro, i tre avevano dato vita a un canale rodato di approvvigionamento e traffico di stupefacenti lungo l'asse Lombardia-Abruzzo. E non viaggiava solo la droga, ma anche le armi. Le accuse si basano sui riscontri degli investigatori che, durante le indagini, hanno intercettato e arrestato il 55enne milanese e il 29enne pescarese che sono destinatari anche del provvedimento di arresto eseguito due giorni fa. Il primo era stato bloccato con un carico di droga: aveva cioè 300 grammi di cocaina che doveva far arrivare dal capoluogo lombardo a Pescara ma il trasporto è stato interrotto dai finanzieri, per cui la droga è finita sotto sequestro, facendo scattare ulteriori accertamenti su fornitori e acquirenti di quel carico. Sempre i finanzieri hanno fermato anche il giovane pescarese, trovandolo in possesso di una pistola, una Beretta calibro 9 corto. L'arma aveva la matricola cancellata ed è finita sotto sequestro: stando a quanto accertato nei mesi scorsi, la Beretta arrivava sempre dai fornitori lombardi di droga, impegnati anche nel commercio di armi da fuoco illegale. Dietro a queste attività ci sarebbe il 63enne siciliano trapiantato in Lombardia, il terzo uomo arrestato, un pluripregiudicato il cui nome è già comparso in altre indagini, tanto da essere inquadrato come persona vicina ai corleonesi che trafficano stupefacenti a livello internazionale e si rapportano con i cartelli dei narcos. Al momento dell'arresto, eseguito all'alba di due giorni fa tra Pescara e la Lombardia, i finanzieri hanno trovato nella disponibilità di uno dei due milanesi circa 50 grammi di cocaina e 4000 euro in contanti, finiti sotto sequestro.
I tre avranno la possibilità di spiegare la propria posizione al giudice nel corso dell'interrogatorio di garanzia. Per le Fiamme Gialle, coordinate a livello provinciale dal colonnello Vincenzo Grisorio, questa attività ha «inferto un durissimo colpo all'organizzazione criminale» che si occupava di «spaccio e traffico di stupefacenti e armi».