Arrestato con tre chili di droga in casa

Nei guai un 31enne pescarese: marijuana e hashish in buste già pronte per la vendita, sequestrati anche 2.700 euro
PESCARA. Quasi tre chili e mezzo di marijuana e hashish stipati in casa in una scatola in polistirolo per uso alimentare, già divisi in bustine trasparenti sottovuoto e involucri di diverse grandezze, pronti per essere smerciati sulle piazze di spaccio della città. Oltre alle sostanze stupefacenti sequestrate, i poliziotti hanno trovato anche 2.710 euro in banconote di vario taglio, ritenute il provento illecito della vendita di droga. Un 31enne pescarese è stato arrestato dalla squadra mobile di Pescara, coordinata dal dirigente Gianluca Di Frischia, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri, al termine dell’udienza di convalida, il giudice ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e l’uomo è stato quindi accompagnato nella casa circondariale di San Donato.
L’arresto è scattato nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio di stupefacenti, disposti dal questore Luigi Liguori. Il personale della Mobile, concentrato sabato tra Rancitelli e la zona ovest della città, ha controllato il 31enne, già noto alle forze dell’ordine, mentre passeggiava a piedi per strada. Il giovane ha subito consegnato agli operatori 2,7 grammi di hashish, ma il gesto non ha convinto i poliziotti che, insospettiti dai precedenti del pescarese, hanno deciso di procedere con la perquisizione della sua abitazione. L’intuizione si è rivelata corretta. In casa, all’interno di un grosso contenitore per alimenti in polistirolo, sono stati trovati e sequestrati dieci involucri contenti hashish, per un totale di 516 grammi, e 54 buste sottovuoto di diverse grandezza contenenti marijuana per un totale di 2.857 grammi. Nella stessa scatola era nascosto anche il materiale per il confezionamento dello stupefacente: bilancini elettronici di precisione, una macchina per il sottovuoto e sacchetti in nylon. Inoltre, è stata rinvenuta anche la somma di 2.710 euro in contanti, di cui l’arrestato non è stato in grado di giustificare la provenienza e quindi ritenuta il provento dell’attività di spaccio.

