Arrestato dopo il pestaggio del padre

9 Febbraio 2019

Per Luca Settembrini sono scattati i domiciliari. Le accuse: sequestro di persona, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale 

TOCCO DA CASAURIA. Sono scattati gli arresti domiciliari (da scontare nella struttura ospedaliera dove è attualmente in cura) per il 28enne Luca Settembrini, il giovane di Tocco da Casauria che lo scorso venerdì primo febbraio durante un litigio con il padre, lo aveva violentemente percosso provocandogli gravi lesioni. Per poi barricarsi in casa, alla vista dei carabinieri intervenuti su richiesta della madre, con il genitore tenuto come ostaggio e sotto la minaccia di ucciderlo con un coltello.
Sei ore di trattativa dopo le quali, grazie all’opera persuasiva del militare negoziatore, il giovane aveva desistito dai suoi propositi, consegnandosi alle forze dell’ordine per poi essere trasferito all’ospedale di Pescara, nel reparto di Psichiatria.
A notificargli l’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari sono stati i carabinieri della compagnia di Popoli.
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Pescara, scaturisce infatti proprio dalle risultanze delle attività investigative condotte dal Nucleo operativo e radiomobile di Popoli diretto dal tenente Tonino Marinucci che hanno permesso di ricostruire tutte le fasi dell’aggressione messa in atto dal giovane, ora indagato per sequestro di persona, lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.
Intanto, a distanza di otto giorni, il padre Alberto, di 66 anni, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara, dopo l’iniziale ricovero, sempre in prognosi riservata, nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale, in seguito alle gravi lesioni provocategli dal figlio.
Il giovane, probabilmente per paura o pensando di poter risolvere la situazione in altro modo, alla vista dei carabinieri intervenuti sul posto su richiesta della madre, la mattina del primo febbraio si era barricato in casa, non consentendo a nessuno di accedere alla stanza al piano terra dell’abitazione dove si era consumata l’aggressione e dove, tenendo in ostaggio il genitore, si è barricato.
Per l’intera mattina i carabinieri sono stati impegnati a cercare di persuadere il 28enne ad aprire la porta e a desistere dalla sua azione sconsiderata, che non avrebbe fatto altro che aggravare la sua posizione. Una trattativa di sei ore andata a buon fine in virtù dell’azione coordinata dei carabinieri, e grazie alla professionalità e all’opera persuasiva del militare negoziatore. Alla fine, infatti, il giovane si è consegnato alle forze dell’ordine consentendo gli urgenti soccorsi al padre che giaceva sul pavimento, sanguinante, mentre all’esterno i carabinieri del reparto operativo si erano preparati per irrompere nell’abitazione nel caso il giovane non avesse desistito.
Alla fine, dopo sei ore, entrambi, padre e figlio, furono condotti in ospedale dove sono ricoverati. Il figlio in Psichiatria e il padre in Rianimazione, in gravissime condizioni.
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