Arrestato il guardaspalle dello chef

Svolta nelle indagini sul rapimento del sulmonese Colonico: si ipotizza sia il basista del commando
SULMONA. La polizia ecuadoriana ha arrestato una delle guardie del corpo assoldate dallo chef sulmonese Panfilo “Benny” Colonico per proteggersi. È, questa, una possibile svolta nelle indagini sul suo rapimento, dopo cinque giorni di ricerche senza esito. Il 50enne è stato portato via lo scorso venerdì da un commando armato mentre stava lavorando nel suo ristorante “Il Sabore mio” nella città di Guayaquil.
Nella giornata di ieri un suo guardaspalle è stato sorpreso a rubare proprio nel locale di Colonico: il bottino comprendeva due e televisori e 350 dollari in contanti. L’operatore della security è stato subito fermato dalle forze dell’ordine di Guayaquil, dopo che gli altri dipendenti del ristorante hanno denunciato il fatto. La polizia sta quindi cercando legami tra il furto e il blitz del commando armato, ipotizzando che la guardia del corpo possa essere il basista interno che si stava cercando. Nei pochi attimi del sequestro di Colonico, infatti, i banditi sono andati a colpo sicuro nel prelevare anche pc e telefono del commercialista dello chef, mentre nei giorni scorsi uno dei rapitori sarebbe tornato al ristorante ad ora di pranzo per controllare la situazione.
E poi, a far pensare agli investigatori che le guardie del corpo possano avere avuto un ruolo nel rapimento, c’è il giallo del mancato intervento della sicurezza di Colonico durante il sequestro. Nel video delle telecamere a circuito chiuso del ristorante, diffuso subito dopo il blitz dal personale del locale, si vede infatti che il commando non solo entra senza incontrare alcun ostacolo, ma porta anche via l’imprenditore mentre i guardaspalle restano fermi e non fanno nulla per evitare l’azione dei malviventi.
Le guardie del corpo erano state assunte da Colonico proprio perché l’imprenditore e chef sulmonese non si sentiva al sicuro: uno era costantemente all’interno della struttura e l’altro all’esterno. Lo aveva rivelato con un messaggio audio inviato a un amico di Sulmona al quale aveva confidato che la situazione in Ecuador si era fatta pericolosa proprio per la recrudescenza della violenza e dei sequestri con richieste di riscatto. A gennaio, proprio la sua scorta aveva dato vita a uno scontro a fuoco contro ignoti che volevano rubare l’auto blindata di Colonico, secondo gli inquirenti mandati dallo stesso concessionario.
Nel frattempo cresce l’apprensione per le sorti dell’imprenditore e chef sulmonese, anche perché al momento non sembra esserci stata alcuna vera richiesta di riscatto da parte dei sequestratori. Solo un video, per mostrare le buone condizioni di Colonico, è stato inviato poche ore dopo il rapimento alla polizia.
A tenere sotto osservazione le indagini della polizia di Guayaquil ci sono i corpi diplomatici dell’Italia – in particolare con il console in Ecuador Andrea Rapido Ragozzino – e quello canadese: Colonico è infatti nato a Toronto e, avendo quindi la cittadinanza, ci si era trasferito da Sulmona prima di approdare in Ecuador.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

