Arrestato nel suo bar per spaccio di droga

Addosso all’esercente e dentro il locale i carabinieri trovano diversi grammi di cocaina e marijuana. Il 36enne è già libero
CITTÀ SANT’ANGELO. Aveva trasformato il suo bar in un punto di spaccio di sostanze stupefacenti. E ai clienti che ne facevano richiesta cedeva anche dosi di cocaina. Questa l’accusa dei carabinieri nei confronti di un 36enne, D.C.L., che è stato arrestato due giorni fa dopo un blitz dei militari dell’Arma nel suo bar, in centro.
Il controllo è avvenuto quando gli uomini del compagnia di Montesilvano, coordinati dal tenente Donato Agostinelli, hanno saputo della presunta attività illecita che avveniva nel bar di Città Sant’Angelo. L’unico modo per sapere se effettivamente il titolare spacciasse in quel locale era intervenire sul posto e perquisirlo. E così è stato. Due giorni fa, attorno alle 20.30, i carabinieri si sono appostati all’esterno del bar, dove c’erano alcuni giovani, in parte all’interno e in parte all’esterno. Una presenza normale per un posto del genere, ma andava accertata l’eventuale presenza di droga per cui le pattuglie, che si sono mosse in borghese per non destare sospetti, sono entrate in azione direttamente nel bar e hanno controllato prima il proprietario e poi gli spazi in cui svolgeva la sua attività.
L’uomo aveva in tasca ai pantaloni cinque involucri contenenti cocaina, termosaldati, per un peso complessivo di due grammi e mezzo, e un sesto involucro con altra droga, sempre dello stesso tipo, per altri cinque grammi. Ispezionando il bar i carabinieri hanno scovato cinque confezioni di marijuana e materiale per il confezionamento delle dosi e poi, ancora, una stecca di sigarette Marlboro con sigillo estero. Quanto basta, per i carabinieri, per provare l’attività illecita del 36enne, che è stato arrestato in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e sottoposto ai domiciliari in attesa della convalida, come deciso dal sostituto procuratore Andrea Di Giovanni, dopodiché è tornato libero: nei suoi confronti, infatti, è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di Città Sant’Angelo. Le conseguenze dell’operazione scattata due giorni fa potrebbero essere anche altre perché il 36enne rischia di vedersi notificare la sospensione della licenza, e quindi lo stop all’attività per un periodo di tempo. Se così fosse, l’intervento dell’Arma nel centro angolano potrebbe non concludersi qui. (f.bu.)
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