Arrestato un culturista Terzo scandalo in un mese

Scoperto un giro di steroidi per i frequentatori delle palestre: altri due indagati
PESCARA. Medicine per le donne incinta usate per farsi i muscoli e comprate utilizzando ricette rubate dallo studio di un ginecologo di Pescara e falsificate con i nomi di pazienti inventati. È finito agli arresti domiciliari un culturista di 45 anni di Montesilvano, Fabrizio Comignani, già coinvolto in un’altra indagine su doping e ricette false risalente al 2011: i carabinieri del Nas sono arrivati a lui controllando quelle ricette sospette e le riprese delle telecamere di sorveglianza delle farmacie di Montesilvano e Pescara. E nell’indagine sul giro di anabolizzanti destinati ai palestrati di Pescara e provincia sono indagate anche altre due persone: si tratta di una coppia di Montesilvano, entrambi appassionati di fitness e adesso entrambi accusati di concorso in falso di prescrizioni mediche per l’acquisto di sostanze dopanti. In casa degli indagati sono stati trovati e sequestrati circa 60 farmaci anabolizzanti, anche di provenienza estera. Come il progesterone, ormone usato durante la gravidanza, e il testosterone, lo steroide più utilizzato per accrescere la massa.
È il terzo caso di doping scoperto dai Nas nel giro di poco più di un mese. L’indagine ruota intorno al mondo delle palestre e, secondo gli investigatori, sarebbero due i canali di approvvigionamento del doping da smerciare poi ai culturisti: le farmacie di Montesilvano e Pescara, sfruttando appunto le ricette falsificate, e Internet per fare acquisti all’estero di medicine vietate in Italia nell’anonimato e tentando di eludere i controlli delle forze dell’ordine.
Quest’ultima indagine, coordinata dalla pm Anna Rita Mantini e in mano ai carabinieri del Nas guidati dal maggiore Domenico Candelli, è un’altra conferma che Pescara – tra i primi posti in Italia per numero di palestre – è il crocevia abruzzese degli anabolizzanti. Come per la droga, Pescara è un centro di smistamento e, in piena estate, si impenna la domanda di steroidi per mostrarsi muscolosi e magri sulle spiagge. Lo dimostrano le ultime operazioni del Nas: una sequenza che ha al centro sempre il doping. Il 13 luglio scorso, in un’indagine che coinvolge 7 appassionati di body building (due sono donne), hanno sequestrato 50 mila “bombe”, tra fiale e compresse: durante le perquisizioni a Pescara, Ortona e Giulianova, i carabinieri hanno trovato sotto ai letti degli indagati scatoloni pieni di farmaci a base di testosterone e nandrolone, tutti comprati via Internet, e centinaia di stimolanti sessuali contenenti lo stesso principio attivo del Viagra. E poi, il 31 maggio scorso, è stato arrestato un culturista residente a Notaresco, ma frequentatore di palestre a Pescara, perché sorpreso in auto con circa 600 compresse di anabolizzanti e altre 200 fiale di sostanze dopanti. Una settimana dopo, il 7 giugno, un altro palestrato è stato trovato con 4 fiale di nandrolone proveniente dal Sud-Est asiatico. Doping sempre più diffuso: il 6 aprile scorso, un altro frequentatore di palestra era stato beccato a usare medicine a base di cortisone e diuretici solo per sembrare in forma. Una sequenza di sequestri che dà l’idea di un fenomeno sempre crescente nonostante i rischi per la salute.
Stavolta, secondo l’accusa, Comignani e gli altri due indagati avrebbero utilizzato le ricette falsificate, risultate rubate nello studio del ginecologo, per acquistare sostanze dopanti nelle farmacie: sulle ricette, di solito, erano apposti nomi finti di donne ma in un caso, forse una svista, è stato messo anche il nome di un uomo.
Dopo i primi sospetti dei farmacisti, il Nas, in collaborazione con i carabinieri della compagnia di Montesilvano, ha seguito i movimenti dei tre, esaminando anche le immagini della videosorveglianza, utili sia alla loro identificazione che per tracciare i loro traffici.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari, compiute dai carabinieri anche con i cani antidroga, sono stati scoperti «riscontri utili alle indagini» nonché una sessantina di farmaci anabolizzanti, anche di provenienza extra Ue.
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