Arretrati in pagamento da oggi: come capire se la cifra è corretta
Anche se un po’ in ritardo, visto che verrà pagato oggi 3 agosto, rispetto alla tanto sbandierata data del primo del mese, arriva il rimborso che tenta di porre rimedio, almeno parzialmente, al...
Anche se un po’ in ritardo, visto che verrà pagato oggi 3 agosto, rispetto alla tanto sbandierata data del primo del mese, arriva il rimborso che tenta di porre rimedio, almeno parzialmente, al blocco delle pensioni per quanto riguarda l’adeguamento al costo della vita. Ma cosa si può fare se si intuisce che l’importo potrebbe essere sbagliato? E quali mosse devono fare ad esempio gli eredi per recuperare quanto spettava al congiunto che non c’è più? O in che misura verrà tassata questa “una tantum”? Tutte domande a cui abbiamo cercato di rispondere.
A CHI SPETTA?
A 3,7 milioni di pensionati
Le pensioni interessate al rimborso sono quelle che vanno da 3 volte il minimo Inps (circa 1.500 euro lordi mensili) fino a 6 volte il minimo (circa 3.000 euro lordi mensili) in base ad un meccanismo di gradualità.
QUANDO SCATTA?
In fila da oggi
Secondo quanto stabilito da una recente disposizione dell’Inps, tutti i trattamenti pensionistici vanno pagati il primo del mese. proprio questo mese, però, il primo è caduto di sabato e la stessa circolare prevede, «nel caso di un giorno festivo o non bancabile», lo slittamente al primo giorno bancabile utile. L’erogazione è automatica e non vanno presentate domande.
COME SI CALCOLA?
Prima parte: 2012 e 2013
Per il 2012 e 2013 è riconosciuta una rivalutazione pari al 100% dell’inflazione per gli assegni fino a tre volte il minimo Inps; si scende al 40% per gli assegni fino a quattro volte, quindi ancora al 20% per gli assegni fino a cinque volte, per scendere al 10% per gli assegni fino a sei volte superiori al minimo. Oltre questa soglia non c’è alcuna rivalutazione e nessun rimborso. L’incremento per il primo biennio costituisce poi la base di calcolo per gli anni successivi, a partire dal 2014.
COME SI CALCOLA?
Seconda parte: 2014 e 2015
Per il 2014 e il 2015 invece la rivalutazione sarà dunque riconosciuta a partire dalle pensioni superiori a 3 volte il minimo e fino a 6 volte, e sarà pari al 20% della percentuale assegnata per ogni fascia di reddito per gli anni 2012-2013. L’Istituto procederà, poi, spiega ancora la nota, in occasione del rinnovo delle pensioni per il 2016, a ricalcolare le pensioni a partire dal 2012.
UN ESEMPIO?
Tutti i passaggi
Ecco l’unico esempio fornito dalla circolare Inps. Le pensioni superiori a 3 volte il minimo e pari o inferiori a 4 volte il minimo (fino dunque a 1.500 euro lordi) verranno complessivamente rivalutate, calcolando gli arretrati 2012, 2013, 2014 e 2015, di 796,27 euro. In particolare, saranno restituiti 210,60 euro per il 2012 e 447,20 per il 2013. Per il 2014 e 2015, invece, la restituzione sarà pari rispettivamente a 89,96 euro e 48,51 euro.
E PER IL FUTURO?
Nuova base di partenza
E dal 2016 a quanto ammonterà questa pensione da 1.500 euro? La base di calcolo della pensione diventa a partire dal mese di agosto di quest’anno di 1.525 euro mensili lordi.
E poi a partire dal gennaio del 2016 ammonterà a 1.541 euro, sempre mensili e sempre lordi.
A CHI SPETTA IL CALCOLO?
Ci pensa l’Inps
Per fortuna, dice la circolare emanata dall’Inps, «alla ricostituzione dei trattamenti pensionistici si provvede d’ufficio». Tradotto in parole più semplici, si spera quindi che facciano veramente tutto loro.
QUANTO VERRÀ RIMBORSATO?
Solo il 12 per cento
In sostanza verrà rimborsata una parte decisamente piccola: un po’ meno del 12% dei totale delle risorse sottratte dal decreto SalvaItalia del 2011, ovvero circa 18 miliardi. Ma tutti i rimborsi sono stati concentrati su circa 3,7 milioni di pensionati (dati 2011), appunto quella fascia che si colloca tra le tre e le sei volte il minimo.
SE IL CALCOLO È SBAGLIATO?
Serve il patronato
Il meccanismo è complicato, ma può anche essere controllato ad esempio su siti Internet specializzati. Noi abbiamo provato il calcolatore messo a disposizione da www.pensionioggi.it che può servire come verifica. In ogni caso, a quel punto bisogna rivolgersi a un patronato (che è la strada più economica) per procedere con un’istanza all’Inps.
SE IL PENSIONATO È DECEDUTO?
Spetta agli eredi
Al rimborso hanno diritto anche coloro che nel frattempo sono deceduti. Lo spiega indirettamente la circolare dell’Inps, quando afferma che «il calcolo delle differenze spettanti verrà effettuato anche per le pensioni che al momento della lavorazione risulteranno eliminate». Gli eredi dovranno presentare una domanda all’Inps che ovviamente per ora non ha predisposto alcun modulo, ma che certamente inserirà delle informazioni nel suo sito Internet http://www.inps.gov.it/. Attenzione alla prescrizione.
Il BONUS SARÀ TASSATO?
Purtroppo sì
Il decreto e la circolare chiariscono che il bonus sarà sottoposto al regime della tassazione separata (al 23%) per tutti gli arretrati fino al 2014. Per le somme maturate dal 2015 invece si applicheranno le aliquote fiscali della tassazione ordinaria. (s.b.)

