Arrivano 11 milioni per ricostruire i palazzi di Rancitelli

Lo Stato stanzia i fondi per i 3 edifici di via Lago di Borgiano a rischio crollo. A luglio erano state sgomberate 84 famiglie
PESCARA. Arrivano i soldi per ricostruire i tre palazzi di via Lago di Borgiano, sgomberati il 5 luglio scorso, perché erano risultati a rischio crollo. Lo ha annunciato la Regione con una nota.
«La Cabina di coordinamento per la ricostruzione post sisma 2016-2017», hanno spiegato in una nota Enzo Del Vecchio segretario particolare del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il vice sindaco Antonio Blasioli, «nell’attribuire fondi all'Abruzzo all’interno del quarto Piano stralcio delle opere pubbliche per complessivi 185.553.947 euro, ha stanziato 11.520.000 euro per l'Ater di Pescara, in particolare per i tre palazzi di via Lago di Borgiano 14, 18 e 22». «È un provvedimento importantissimo», hanno fatto presente, «poiché va incontro alle esigenze delle 236 persone che nell’estate scorsa avevano perso il proprio alloggio». Delle 236 persone sgomberate, finora solo alcune hanno ricevuto un alloggio provvisorio. Altre hanno provveduto da sole a trovare una sistemazione, grazie al Contributo di autonoma sistemazione e altre ancora alloggiano in alberghi. Gli 11.520.000 euro serviranno per demolire e ricostruire i tre palazzi di via Lago di Borgiano. «Questa notizia è sicuramente la migliore che potessimo desiderare di avere per Natale», ha commentato il sindaco Marco Alessandrini, «quella di via Lago di Borgiano è stata e lo è ancora l’emergenza abitativa e sociale più grande che la città abbia mai avuto». Grande soddisfazione è stata espressa anche da Blasioli, che era anche assessore alla protezione civile nei giorni degli sgomberi. «Abbiamo vissuto un periodo duro, per la gravità della situazione e per la necessità di intervenire velocemente, ma assicurando i diritti che tutti gli assegnatari avevano maturato», ha ricordato il vice sindaco, «tutti abbiamo lavorato per questo, senza sosta. Ci siamo subito attivati perché ottenessero il Contributo di autonoma sistemazione che li mettesse in grado di lasciare gli hotel e riprendere un’abitazione simile a quella che avevano lasciato».
«Ora questa notizia ci dà certezza di ciò che accadrà alle palazzine sgomberate», ha concluso Blasioli, «si riapre la disponibilità abitativa a cui stiamo lavorando, sbloccando anche l’iter di alloggi fermi da anni. Parliamo del Contratto di quartiere di via Tronto».(cr.pe.)
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