Arrosticini, chitarra e confetti L’Abruzzo protagonista a Fico

26 Novembre 2018

A Bologna si festeggia il successo dell’esperimento didattico voluto da Farinetti per il suo Eataly World Oltre a Di Carlo (Sulmona) e Jubatti (Pretoro) le 4 province presenti con la cucina dei Borghi più belli

Ceci e zafferano di Navelli, pallotte cace e ove del Teramano, pasta alla mugnaia di Elice e gli immancabili arrosticini di carne di pecora della Maiella. E poi vini e olii delle principali aziende delle quattro province d’Abruzzo, e chiusura in bellezza con i confetti di Sulmona. La Fabbrica italiana contadina (Fico) ha festeggiato il 14 novembre scorso il primo anno di vita a Bologna, e lo ha fatto insieme all’eccellenza dei prodotti agroalimentari, della zootecnia e della cucina di tutte le regioni italiane.
I numeri che premiano l’idea di Oscar Farinetti (patron di Eataly, mentre il presidente della Fondazione Fico è l’agroeconomista Andrea Segrè) sono a dir poco impressionanti. Nei primi dodici mesi di vita infatti il grande parco dell’agroalimentare italiano ha contato 2 milioni e 800 mila visitatori, e di questi circa 560 mila provenienti dall’estero. Europa del Nord soprattutto, ma anche Cina e Stati Uniti. Ogni giorno vengono organizzati corsi per imparare a fare biscotti, pasta, sughi, gelati, confetture, miele, formaggi, mozzarelle, dolci di tutti i tipi, compresi i confetti.
Un fatturato di 50 milioni di euro che ha premiato non solo le 40 aziende che producono enogastronomia all’interno di Fico Eataly World, ma anche le 100 imprese italiane che operano nell’amministrazione, nella somministrazione, nella vendita e nei servizi del parco, dove sono presenti ben 45 ristoranti, da quello stellato agli street food. Ed è proprio tra le aziende che producono street food che primeggia il chiosco della “Jubatti Carni” di Pretoro, dove Andrea e i suoi collaboratori (in tutto 5 dipendenti) in questi dodici mesi hanno cotto e fatto gustare più di 500 mila delle abruzzesissime “rustelle”. Per non parlare del pregiatissimo olio di Caprafico: 350 litri utilizzati per condire il pane che accompagna gli arrosticini. E oltre mille i litri di vino Masciarelli servito insieme agli spiedini. Senza dimenticare gli oltre 500 clienti che hanno voluto riportare a casa il kit congelato da 40 arrosticini. «Al di là dei numeri», spiega Lucio Maria D’Alessandro, responsabile stampa e immagine della nota azienda di carni «abbiamo accolto un grande apprezzamento e un forte entusiasmo sia dai clienti italiani, sia dagli stranieri. Di questi ultimi un particolare riscontro è arrivato dalla clientela cinese. L’originale arrosticino abruzzese, tra i piatti locali tradizionali più amati in qualsiasi fascia di età, conferma la nostra previsione: ovvero quella dell’affermarsi come il genuino e gustoso streetfood del futuro». Il 2019 riserverà altre grandi soddisfazioni alla Jubatti: «Visto l’interesse dimostrato per gli arrosticini e per la loro particolare preparazione», conclude D’Alessandro «abbiamo in programma di aprire a Fico, nei prossimi mesi, un’area grilling e didattica per insegnare i segreti della cottura con la classica canalina».
Molto soddisfatta anche Roberta Zulli, contitolare dello storico confettificio William Di Carlo di Sulmona, presente a Fico con tre dipendenti. «Ottantamila scontrini in 12 mesi e il doppio di visitatori: un risultato al di sopra di ogni rosea aspettativa», spiega entusiasta. «Un grande successo stanno riscuotendo le composizioni di fiori, soprattutto tra gli stranieri che non conoscono questo dolce molto particolare. Ogni occasione è buona per regalarli: nozze, battesimo, comunione, cresima, laurea e, nel mese di novembre, anche la versione con i fiori bianchi, apprezzatissimi soprattutto da americani e giapponesi». Nel laboratorio del chiosco di Di Carlo spunta una bassina, una di quelle macchine utilizzate per produrre e rivestire i confetti. «Le nostre dimostrazioni sono molto seguite», conclude Roberta Zulli «ed è interessante scoprire come utilizziamo prodotti assolutamente naturali e vegetali per colorare i nostri confetti».
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