Arte e recupero, volàno per l’edilizia

Interventi nei centri storici, conservazione, fiscalità di vantaggio per i mecenati: è questa la nuova frontiera del settore
PESCARA. Gli ottomila mecenati che hanno donato i 260 milioni drenati finora dall’Art Bonus, la misura che consente un credito di imposta, pari al 65% dell'importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico, sono una piccola avanguardia di quella che potrebbe essere una rivoluzione nelle buone pratiche legate all’edilizia e alle opere di conservazione dell’ingente patrimonio storico italiano. Una rivoluzione per il momento limitata al pubblico, speriamo in futuro anche al privato.
Se ne è parlato ieri a Pescara, in una sede che è essa stessa un esempio di grande recupero architettonico: l’ex fabbrica dell’Aurum, progettata da Giovanni Michelucci. In sala molti imprenditori under 40 provenienti da tutta Italia, con loro Federico De Cesare, coordinatore dei Giovani Ance del Mezzogiorno e organizzatore del convegno, la Soprintendente di Milano Antonella Ranaldi, il direttore generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Paolo Verri, l’europarlamentare Aldo Patriciello, la dirigente del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Carolina Botti, il critico d’arte Vittorio Sgarbi il sottosegretario al ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Gianluca Vacca. È stata proprio la dirigente Botti a spiegare l’esclusione dell’Art Bonus dall’intervento sul patrimonio privato: «Posso essere testimone che la limitazione al patrimonio pubblico non ha natura ideologica, ma ogni legge ha bisogno copertura finanziaria. Non avendo coperture così estese, la scelta è stata quella del patrimonio vincolato pubblico. Ma questo non significa che la norma non può crescere». Finora la legge ha raccolto 260 milioni di euro a favore di oltre 1300 enti beneficiari, la metà dei quali sono Comuni, spesso piccoli Comuni. I mecenati sono 8.000, tra questi 5.000 sono privati cittadini. «Il mio auspicio», ha detto la Botti, «e credo che questo sia nella linea del nuovo governo, è che sia reso sempre più ampio lo spettro di azione del Bonus». Al momento, per esempio, l’Art Bonus è limitata all’erogazione in danaro, «in altri Paesi si fa anche erogazione in servizi». Comunque è nei fatti che la collaborazione tra pubblico e privato cresca, ha fatto notare Paolo Verri «poiché si va incontro a un sistema di tassazione più leggero e dunque a una relativa carenza di risorse. Ma mettere a maggior profitto questa collaborazione, si fa rendendo stabili le previsioni. E’ un problema in certezza di programmi e tempi».
Per il sottosegretario Vacca il futuro vedrà «l’interesse privato concidere con l’interesse pubblico. Ma per gestire al meglio il settore vanno risolte alcune criticità, come quella della carenza e del ricambio del personale». Vacca ha poi richiamato gli imprenditori abruzzesi a un maggiore impegno sul fronte dell’Art Bonus: «Su 260 milioni a livello nazionale, in Abruzzo sono stati raccolti 40mila euro, credo dunque che su questo fronte ci sia ancora molto da lavorare».
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