Arte per riqualificare il quartiere

Il Comune ingaggia Pixel Pancho e pensa a un festival con artisti di strada
MONTESILVANO. Futuristici robot contornati da rigogliose piante, frutto del genio artistico di uno dei writer italiani più apprezzati al mondo, nel quartiere più degradato della città. Parliamo di PixelPancho che a breve sarà protagonista della riqualificazione di via Rimini.
E’ questo l’insolito connubio su cui punta l’amministrazione comunale di Montesilvano che ha deciso di scommettere sull’artista torinese, che ha animato i muri delle periferie di tutto il mondo, per dare un nuovo volto alle case popolari dell’Ater. «E’ veramente un grandissimo onore per Montesilvano essere riusciti a portare uno street artist di questo livello», commenta il consigliere Alessandro Pompei, presidente della commissione cultura. «È un progetto che va avanti da quando a febbraio 2016, come primo Comune in Abruzzo, ci siamo dotati di un regolamento sulla street art. Diversi interventi sono già stati realizzati da allora ma volevamo mettere la ciliegina sulla torta con un artista di fama internazionale. Abbiamo fatto una ricerca accurata, contattando anche Millo, nato artisticamente in Abruzzo, ben prima del suo intervento a Pescara. Alla fine abbiamo però deciso di puntare ancora più in alto con Pixel, così da accendere riflettori più potenti sul quartiere». Nato a Torino nel 1984, formatosi all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino e in seguito alla Real Academia de Bellas Artes a Valencia, PixelPancho ha portato i suoi robot ammaccati e decadenti, ma sempre legati alla contemporaneità, nei 5 continenti. Attualmente l’artista lavora soprattutto nei suoi due studi di Torino e Brooklyn, negli ultimi due anni ha allestito mostre in prestigiose gallerie a Parigi, Londra, Roma e New York, ha dipinto per importanti festival internazionali e ha realizzato progetti che lo hanno portato dalla Repubblica Dominicana agli Usa, dall’Austria alla Norvegia.
«L’Abruzzo è una regione che amo da sempre», sottolinea l’artista, «e quando è arrivata la proposta dal Comune di Montesilvano ho deciso all’istante che per quest’anno il mio muro italiano sarebbe stato questo. Il progetto mi è piaciuto perché credo nella necessità di riqualificazione delle periferie, delle città e della nostra cultura in generale. Attraverso la metafora dei robot e delle piante, che sono gli elementi principali per la riqualificazione dell’ecosistema del nostro stesso pianeta, cerco di sollecitare una riflessione sugli usi e i costumi di noi esseri umani». A dare il supporto logistico al progetto sarà l’associazione Enfants Terribiles, presieduta da Gianluca Castellano, che lo scorso Natale ha avviato un progetto di riqualificazione e valorizzazione del quartiere di via Rimini con il festival di arti di strada “La Notte del Birillo”.

