Asili chiusi per altri sette giorni Masci: i contagi sono ancora alti

14 Marzo 2021

Firmata l’ordinanza: i nidi restano aperti, prorogate le lezioni da casa per elementari e medie Il bollettino della Asl rilancia l’allarme: «Continuo incremento nella fascia di età tra 6 e 19 anni»

PESCARA. Gli asili di Pescara restano chiusi: almeno per un’altra settimana, prorogate le attività da casa. L’ufficialità è arrivata ieri pomeriggio con un’ordinanza del sindaco Carlo Masci. Mentre per le scuole elementari e medie di tutto l’Abruzzo la sospensione delle lezioni in presenza è stata prorogata fino a dopo Pasqua con l’ordinanza del presidente Marco Marsilio, con scadenza il 6 aprile, il primo cittadino di Pescara ha stabilito l’estensione per le materne della città, ma solo fino al 21 marzo. Restano in presenza gli asili nidi.
Alla base della decisione di Masci, ancora una volta, c’è la relazione a firma del direttore generale Asl Vincenzo Ciamponi, dell’infettivologo Giustino Parruti, direttore del Covid Hospital di Pescara, e di Ildo Polidoro, coordinatore per l’emergenza Covid-19 del dipartimento Prevenzione. «I dati provenienti dall’osservazione dell’ultima settimana non possono essere considerati sufficienti a far venir meno le misure finora adottate», scrivono gli esperti, «che, invece, necessitano di un ulteriore periodo di osservazione dell’andamento pandemico, prima di valutare una diversa, eventualmente meno restrittiva, modalità di prevenzione». Il quadro epidemiologico che caratterizza il territorio provinciale continua a essere troppo preoccupante, per consentire un rientro in aula degli studenti che, a Pescara, sono in dad dall’8 febbraio.
Ieri sono stati 69 i nuovi positivi in provincia. Dal primo febbraio al 12 marzo si sono registrati nella provincia di Pescara 6.451 nuovi casi. Di questi, 251 hanno riguardato la fascia di età 0-5 anni, (il 3,9% del totale); la fascia di età 6-19 anni ha registrato 969 casi, (il 15%), infine 5.231 gli over 19 (81,1%). Il virus continua a circolare tra i ragazzi in età scolare. Dal 22 al 25 febbraio erano stati riscontrati 128 casi; dall’1 al 5 marzo, i nuovi positivi sono stati 123; mentre dall’8 al 12, il numero ammonta a 125. «Il trend dei casi dal primo febbraio al 12 marzo», evidenzia la Asl, «ha mostrato un continuo incremento nella fascia 6-19 anni, mentre la fascia di età 0-5 anni, dopo un incremento a fine febbraio, sta mostrando una stabilizzazione, coincidente in termini temporali con la chiusura anche delle scuole materne». Di qui la decisione di estendere ancora una volta il provvedimento anche alle scuole dell’infanzia, perché come ribadiscono gli esperti, «fino a quando non si avrà uno stabile trend in decrescita dei contagi nella popolazione generale, è fortemente sconsigliata la riapertura delle comunità e, quindi, in particolare anche di quella infantile».
«Nella riunione del comitato per la Sicurezza convocato dal prefetto, durato circa tre ore, Parruti e Polidoro hanno ribadito la necessità di mantenere chiuse le scuole per contrastare la diffusione del virus», commenta Masci, «non perché le scuole siano il luogo del contagio, ma perché sono uno dei luoghi di massima aggregazione di bambini e giovani, quindi potenzialmente pericolose per l’espansione della variante inglese, che ha una capacità di aggressione notevolmente superiore al ceppo originario del virus proprio nella fascia di età scolare. Mi rendo conto che i miei provvedimenti non possono accontentare tutti, certo è che devono essere rigidamente responsabili».