Asili, da settembre le rette costeranno di più alle famiglie

27 Luglio 2021

L’ente ha aggiornato i prezzi rimasti bloccati da nove anni Si riduce la fascia di esenzione, scattano aumenti fino al 9%

PESCARA. Dal prossimo settembre, le famiglie dovranno pagare di più per mandare i propri figli negli asili comunali. Gli uffici del Comune hanno provveduto ad aggiornare le tariffe, che erano rimaste bloccate dal 2012. Gli aumenti hanno raggiunto in alcuni casi il 9 per cento, inoltre è stata ridotta anche la fascia di esenzione rispetto a quella degli anni passati.
Il ritocco alle rette è arrivato con un provvedimento firmato dal dirigente Marco Molisani, dal titolo «Aggiornamento rette asili nido comunali a seguito di variazioni di incremento del costo della vita accertate su valutazioni Istat annuali, ai sensi dell’articolo 24 del Regolamento dei nidi d’infanzia comunali».
Le rivalutazioni delle rette sarebbero un atto dovuto, da parte dell’amministrazione comunale, ma rischiano di trasformarsi in una piccola stangata.
Tra l’altro, la notizia degli aumenti arriva proprio a pochi giorni dall’annuncio del Comune che il prossimo anno scolastico non provvederà a rinnovare le convenzioni con i nidi privati per consentire ai bimbi rimasti esclusi dagli asili comunali di frequentare gli istituti privati allo stesso prezzo di quelli pubblici. Questo significa che oltre 200 bambini rimarranno nelle liste d’attesa.
Ma torniamo alle tariffe. Dal prossimo anno scolastico, saranno esentate dal pagamento delle rette solo le famiglie con redditi zero, mentre fino a quest’anno venivano esentati tutti i redditi Isee fino a 4.900 euro.
D’ora in poi, dai redditi annuali Isee nella fascia che va 0,0001 a 2.500 euro, si dovranno pagare 53 euro al mese per gli asili a tempo pieno e 43 euro al mese per quelli a tempo ridotto. Nella fascia da 2.501 a 4.900 euro, le rette sono rispettivamente di 75 e 60 euro al mese. Finora non si pagava nulla. Poi, da 4.901 a 6.500 euro, le rette per il tempo pieno salgono da 100 a 109 euro e quelle a tempo ridotto, da 80 a 87 euro.
Nella fascia da 6.501 a 8.000 euro, la spesa per il tempo pieno cresce da 125 a 135 euro al mese e per il tempo ridotto, da 100 a 109 euro. Nella fascia da 8.001 a 9.500 euro, si passa rispettivamente da 150 a 163 euro e da 120 a 130 euro. Per i redditi Isee da 9.501 a 11.000 euro, da 175 a 190 euro e da 140 a 151 euro.
Poi nella fascia Isee da 11.001 a 12.500 euro, si sale da 200 a 218 euro e da 160 a 174 euro. Da 12.501 a 14.000 euro, la spesa aumenta da 225 a 244 euro e da 180 a 195 euro. E ancora. Da 14.001 a 15.500 euro: si passa da 250 a 272 euro e da 200 a 218 euro. Da 15.501 a 17.000 euro: da 275 a 299 euro e da 220 a 239 euro. Da 17.001 a 19.000 euro: da 300 a 326 euro e da 240 a 260 euro. Da 19.001 a 21.000 euro: da 330 a 358 euro e da 264 a 287 euro. Da 21.001 a 25.000 euro: da 360 a 391 euro e da 288 a 314 euro.
Il Comune ha poi introdotto una nuova fascia di reddito Isee che prima non c’era. Finora oltre i 25.000 euro si pagavano 390 euro per il tempo pieno e 312 euro per il tempo ridotto. Ora per la nuova fascia di 25.001 a 29.000 euro si dovranno versare, rispettivamente, 423 e 339 euro. Infine, per i redditi Isee oltre i 29.000 euro, si dovranno sborsare 448 euro al mese per il tempo pieno e 358 euro per il tempo ridotto.
Le prime reazioni agli aumenti sono arrivate ieri dal capogruppo Pd Piero Giampietro. «Se la giunta Masci crede che sia l’anno giusto per scaricare dieci anni di incrementi delle rette degli asili nido, vuol dire che vive su un altro pianeta», ha affermato, «d’altronde la vicenda dell’autovelox lo ha già dimostrato. Imporre aumenti di queste proporzioni a poche settimane dalla riapertura degli asili è la rottura di un patto di lealtà tra Comune e genitori».
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