Asili e mense scolastiche, sospese le rette

Il Comune blocca la richiesta dei pagamenti, verrà rimborsata la quota versata nel mese di marzo
PESCARA. Stop ai pagamenti per gli asili nido e le mense scolastiche. Ieri il vice sindaco Gianni Santilli e l’assessore Mariarita Paoni Saccone hanno annunciato la sospensione di tutti i versamenti.
«Il Comune», hanno spiegato in una nota, «è al fianco delle famiglie con bambini piccoli e va incontro alle loro esigenze in questa difficilissima fase dovuta all’emergenza coronavirus». «Precisiamo alle famiglie pescaresi», hanno fatto presente, «che per la refezione scolastica il pagamento è dovuto per i soli giorni del mese di marzo in cui il servizio è stato erogato prima della chiusura stabilita dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Per i bambini iscritti ai nidi d’infanzia comunali, presenti nelle strutture educative dell’ente e in quelle in convenzione, i pagamenti delle quote mensili sono sospesi e quindi non dovranno essere effettuati».
«Se supereremo, com’è auspicabile, questa fase di emergenza», hanno aggiunto vice sindaco e assessore, «gli importi dovuti saranno rideterminati con la ripresa regolare delle attività educative e scolastiche, decurtando il periodo di cui non si è potuto usufruire del servizio. Qualora questo non dovesse malauguratamente avvenire entro la conclusione dell’anno scolastico in corso, per gli utenti dei nidi d’infanzia comunali che avevano già provveduto al versamento della rata di marzo, la stessa verrà rimborsata a decorrere dal primo mese di frequenza».
«È di tutta evidenza», hanno concluso Santilli e Paoni Saccone, «che per cause di forza maggiore il servizio non è stato erogato e di conseguenza per tutto il periodo di chiusura nulla è dovuto dagli utenti iscritti ai nidi d’infanzia comunali previsti nelle strutture dell’ente e nelle strutture in convenzione. Chi ha quindi versato la mensilità del mese in corso ha diritto a vedersi restituito l’importo».
Il rimborso della retta, dunque, interesserà anche quelle famiglie che hanno dovuto iscrivere i propri figli nei asili privati convenzionati con l’amministrazione comunale, a causa della mancanza di posti all’interno dei nidi del Comune.
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