Asili nido e bimbi esclusi, l’ira di una mamma

PESCARA. Asili nido, graduatorie ed esclusioni. La querelle in città continua a tenere banco. E tante famiglie sono sul piede di guerra, non solo l’opposizione in consiglio comunale, per non aver...
PESCARA. Asili nido, graduatorie ed esclusioni. La querelle in città continua a tenere banco. E tante famiglie sono sul piede di guerra, non solo l’opposizione in consiglio comunale, per non aver trovato un posto per il proprio bambino nelle strutture comunali. E neanche in quelle private. Su 336 domande (in calo rispetto alle 366 dello scorso anno), sono rimasti fuori dagli asili nido ben 187 bambini, di questi 142 residenti a Pescara. Sono più i bambini rimasti fuori che quelli ammessi.
Ilaria, una mamma delusa scrive una lettera al sindaco Carlo Masci: «Vorrei esporre il mio disappunto per la gestione dell'ammissione ai nidi, sperando di poter costruire un dialogo costruttivo con un responsabile del bene pubblico. Dal bando si evince un punto fondamentale: può essere presentata una sola istanza per bambino, e per un solo nido d’infanzia. Non sono d’accordo. Il motivo? Nel bando non è indicata la capienza di ciascun asilo nido riservata ai nuovi iscritti. Elemento di notevole importanza perché, potendo io esprimere una sola preferenza, devo sapere se ci sono 3 o 10 posti disponibili nell’asilo che sto selezionando, per non sprecare la preferenza», dice la giovane mamma, «In un nido, su 16 posti disponibili, 15 sono occupati da bimbi “riammessi”. Quindi è entrato un solo nuovo iscritto. Strettamente correlato è il caso dei “non residenti”, che sono stati ammessi perché le domande dei residenti per quello specifico asilo non soddisfacevano l’intera offerta. Peccato, però, che in altri asili molti residenti siano rimasti fuori».
I residenti dovrebbero avere una priorità, secondo Ilaria. «Dovrebbero prima essere reindirizzati sui nidi in cui ci sono posti disponibili e, solo dopo un loro ipotetico rifiuto, eventuali posti liberi potrebbero essere assegnati ai non residenti. Cosa che non è successa in un nido in cui ci sono “ammessi non residenti”. Non ritengo opportuno che le graduatorie vengano stilate a luglio: ciò crea notevoli disagi alle famiglie, tenendo conto che la domanda supera di gran lunga l’offerta, anche dei nidi privati. Non sarebbe possibile anticipare? Forse il regolamento dei nidi dovrebbe essere rivisto?».

