Asili nido, genitori presenti se il cibo è portato da casa

Il Comune: le famiglie dovranno provvedere alla somministrazione dei pasti Ma molte mamme lavoratrici ora pensano di rivolgersi alle strutture private
PESCARA. L'effetto dell'inchiesta penale su Cir-Bioristoro, per il noto scandalo delle mense, sta creando grossi disagi alle famiglie dei bambini che usufruiscono della refezione scolastica, visto che non ancora si sa con certezza chi e quando sostituirà le aziende sotto inchiesta alle quali il sindaco Marco Alessandrini ha revocato l'appalto. Per quanto riguarda gli asili nido comunali, in particolare, quelli direttamente gestiti dal Comune, ma anche quelli convenzionati, ieri c'è stata la prima vibrante reazione dei genitori dei circa 200 bambini, a seguito delle novità disposte dal Comune.
Dal 24 settembre, come si legge nella disposizione di servizio inviata ai nidi il 13 settembre scorso, verrà garantita la frequenza a tempo pieno, ma con delle particolari "prescrizioni". I genitori potranno scegliere tra due opzioni: riprendere il bambino per l'ora di pranzo (intorno alle 12) e riportarlo al nido nella fascia pomeridiana; oppure portare il pasto da casa e provvedere loro stessi alla somministrazione all'interno del nido, sottoscrivendo peraltro una dichiarazione di responsabilità riguardo agli alimenti portati da casa. Facile comprendere il disappunto della maggior parte dei genitori che ha scelto il nido quasi esclusivamente per problemi legati al loro lavoro e quindi all’impossibilità di poter tenere con sé i bambini. Lunedì i genitori daranno una risposta, anche se sono stati spiazzati da questa disposizione. Qualcuno è arrivato anche a dare una sorta di ultimatum al Comune: attenderanno un mese e poi ritireranno i bambini per portarli a un asilo privato che costerà forse di più, ma almeno garantirà loro la possibilità di lavorare.
E non ancora c'è nulla di ufficiale per quanto riguarda invece i bimbi delle materne e delle elementari che potrebbero consumare il pasto portato da casa, ma sono in attesa di conoscere a riguardo le decisioni dei singoli dirigenti scolastici.
Il Comune da parte sua sta facendo il possibile per superare il problema ed è in attesa di conoscere la decisione della cooperativa Camst (che è in associazione con la Csa Consorzio servizi abruzzesi), la seconda classificata nella gara di appalto milionaria che si aggiudicò la Cir-Bioristoro. La Camst in sostanza avrebbe accettato di svolgere il servizio alle stesse condizioni economiche della Cir, ma non vuole mantenere il monte ore dei dipendenti, cuoche e aiuto, ereditato dall'azienda sotto inchiesta.
Per la Camst sarebbe troppo oneroso, visto il forte ribasso con il quale la Cir si aggiudicò la gara. E poi, proprio per effetto dello scandalo, non è possibile quantificare quanti pasti andrebbero a servire: se ci sarà o no una qualche flessione.
Giovedì scorso in Comune c'è stato un incontro con sindacati e amministrazione e ogni decisione sarebbe stata rinviata a lunedì prossimo, quando gli stessi sindacati consulteranno il personale interessato nel corso di un'assemblea. Tutto sarebbe subordinato a questa sostanziale riduzione di ore per chi lavora nelle cucine, che rischia di essere il più penalizzato in tutta questa vicenda.
La Cir dovrebbe licenziare tutti e se la Camst non ottiene la riduzione del monte ore, tutto potrebbe saltare e i posti di lavoro diventerebbero a rischio. Ci sarebbe la possibilità di coinvolgere la terza classificata, la Serenissima, ma i tempi si allungherebbero ulteriormente, aggravando ancora di più il disagio delle famiglie.

