Asili parificati finora dimenticati Da oggi mobilitazione in Abruzzo

19 Aprile 2021

L'AQUILA. «Parità scolastica per tutti».È l'appello che la Federazione Italiana Scuole Materne ha lanciato per chiedere al Governo gli stessi diritti per le scuole paritarie. Una parità di doveri ma...

L'AQUILA. «Parità scolastica per tutti».
È l'appello che la Federazione Italiana Scuole Materne ha lanciato per chiedere al Governo gli stessi diritti per le scuole paritarie. Una parità di doveri ma anche una parità di diritti che però, secondo la Fism, non deve essere solo sulla carta. «La legge c’è», hanno spiegato dalla federazione, «ma chiede pari doveri dimenticando i pari diritti. Eppure siamo scuole che fanno servizio pubblico, senza fini di lucro, per mezzo milione di bambini».
In Abruzzo ci sono 230 strutture paritarie autorizzate - nidi, centri gioco, sezioni primavera e scuole per l'infanzia - che offrono un servizio essenziale per migliaia di famiglie e in questo difficile anno di pandemia stentano ad andare avanti. Per questo la Fism ha ribadito che «senza il sostegno economico delle parrocchie e delle amministrazioni comunali, senza il contributo alla gestione da parte delle famiglie e senza il prezioso volontariato che le caratterizza, molte avrebbero già chiuso i battenti lasciando interi territori privi di un servizio fondamentale qual è la scuola dell’infanzia». Da oggi partirà una grande mobilitazione di gestori, educatori, maestre, genitori, sostenitori delle materne paritarie al livello locale come al livello nazionale che si concretizzerà in una petizione nonché nell'affissione di un manifesto in tutti gli asili nido e scuole dell'infanzia paritarie d'Italia, per indicare l'obiettivo non più procrastinabile: la gratuità e la parità. Una mobilitazione nazionale che in questo settore non ha precedenti. «Noi rappresentiamo il 90% delle strutture paritarie abruzzesi», ha commentato Augusto Capodicasa, presidente della Fism Abruzzo (a destra, nella foto piccola), «il nostro impegno è quello di trovare, in queste settimane strategiche in cui il Governo si appresta a varare grossi finanziamenti, una strada per avere un sostegno concreto per le nostre attività. Non parlo di fondi già noti e previsti da anni, ma di altri capitoli di finanziamento che potrebbero aiutarci a sostenere le nostre strutture. Lo 0 - 3 anni è la nuova sfida dell'Italia. In Europa, per esempio, la media dei bambini che frequentano queste strutture tra 0 e 3 anni è del 34 per cento, in Abruzzo la media è tra le più basse del centro-sud e si ferma al 22%. Reggersi solo sulle rette familiari è impossibile. Basti pensare che quest'anno hanno chiuso solo nella provincia di Pescara sette nidi, mentre su Chieti abbiamo avuto chiusure importanti per la scuola per l'infanzia». L’auspicio è quello che il Parlamento e le istituzioni giungano a un intervento risolutivo che, anche a vantaggio della ripresa demografica del Paese e nell’ambito delle applicazioni del piano nazionale di ripresa e resilienza, sostenga i necessari investimenti nell’intero segmento zero-sei anni senza più discriminazioni.
Le novemila realtà educative della Fism sono pronte a essere una leva di investimento di grande valore sociale e sarebbero in grado di raddoppiare la loro offerta di posti, se adeguatamente finanziate, contribuendo a consentire uno sviluppo dei servizi educativi per i bambini in età zero-tre anni, di cui l’Italia è carente.