Asili, tariffe scontate per 250 famiglie

10 Dicembre 2018

La giunta riduce fino al 20% i costi di settembre e ottobre come risarcimento per l’apertura in ritardo delle mense

PESCARA. Buone notizie per le 250 famiglie che hanno iscritto i propri figli nei nidi d’infanzia del Comune. Nei giorni scorsi, la giunta ha approvato una delibera che prevede una riduzione delle rette per i primi due mesi di questo anno scolastico. In pratica, i genitori pagheranno meno le spese per la frequenza dei loro bambini per i primi due mesi dell’anno scolastico: il 10 per cento in meno per settembre e il 20 per cento in meno per ottobre.
Si tratta, in sostanza, di una sorta di risarcimento per l’avvio ritardato delle mense scolastiche. Ritardo causato dal passaggio di consegne tra la vecchia ditta che gestiva la refezione scolastica (l’ati Cirfood e Bioristoro Italia), liquidata dal Comune a seguito della vicenda degli oltre 200 bambini finiti in ospedale nel giugno scorso dopo aver mangiato nelle mense, e quella attuale la Serenissima ristorazione. Per questo, le mense sono state riaperte in ritardo il 24 ottobre scorso, mentre le scuole hanno cominciato l’anno scolastico regolarmente a settembre.
«L’inizio della frequenza dei piccoli utenti dei nidi d’infanzia comunali per l’anno scolastico 2018-2019», spiegano fonti del Comune, «ha avuto inizio dal primo settembre scorso, prevedendo un periodo di inserimento programmato per l’ambientamento, senza fruizione della mensa e con tempo ridotto, come da regolamento dei nidi d’infanzia, e con l’inizio del tempo pieno, comprensivo di mense, dall’ultima settimana di settembre».
Mense che però non sono state riaperte per quel periodo, ma solo il 24 ottobre. Da qui, il piano predisposto dal Comune per ovviare a questo problema.
«Nelle more della conclusione di tutto l’iter procedurale per l’affidamento alla nuova concessionaria con l’attivazione del servizio di refezione scolastica, sia nelle scuole statali, che nei nidi d’infanzia», fanno presente in Comune, «ai genitori dei bambini iscritti nei nidi, considerata la delicata fascia di età dei minori e le esigenze organizzative familiari, è stata data la possibilità di optare per una delle seguenti soluzioni».
Le scelte erano: attivazione del tempo pieno, dal 24 settembre, con il cibo portato da casa e somministrato dai genitori a scuola; attivazione del tempo pieno, ma con l’autorizzazione all’uscita anticipata del bambino per il pranzo e il rientro a scuola per la frequenza pomeridiana.
«Considerato», conclude il Comune, «che l’importo delle rette previste per la frequenza nei nidi d’infanzia comunali include il costo del pasto, servizio che non è stato fruito dagli utenti, si è deciso di effettuare una riduzione per i soli mesi di settembre e ottobre per compensare la parte del servizio non fruito».
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