Asl, Boccabella assolto dalla truffa
Nessun assenteismo, ma pena di 10 mesi per gli orari di lavoro non corretti
PESCARA. Finito davanti al gup con l'accusa di truffa, è stato assolto con formula piena Stefano Boccabella, 68 anni, di Notaresco, direttore del distretto sanitario di Penne e dell’area vestina, uno dei collaboratori più stretti del manager Asl Armando Mancini.
«Il fatto non sussiste», per il gup Elio Bongrazio che ha, però, condannato Boccabella a dieci mesi (pena sospesa) per violazione dell'art. 55 quinquies del decreto legislativo sul pubblico impiego. La vicenda fa riferimento a fatti del 2014. Secondo l'accusa, Boccabella, che nei giorni scorsi è stato giudicato con il rito abbreviato, con «artifici e raggiri» non sarebbe andato a lavorare all’ospedale di Penne. Sarebbe rimasto «impropriamente» nella sede della Asl di Pescara, in via Paolini, o sarebbe andato «altrove». Il dirigente avrebbe timbrato «molto spesso» nella sede della direzione generale a Pescara e non a Penne. Sempre a giudizio dell’accusa, anche il dirigente avrebbe invece dovuto timbrare il cartellino «in entrata e in uscita esclusivamente al terminale della sede di assegnazione». Secondo il capo di imputazione, Boccabella avrebbe fatto «apparire» di essere andato al lavoro «mentre in realtà si recava altrove per interessi personali» e, così facendo, avrebbe tratto «in inganno» la Asl e si sarebbe procurato «un ingiusto profitto». Dissoltasi con l'assoluzione piena tutta questa parte riguardante la contestazione del reato di truffa, resta aperta la questione della condanna per violazione dell'art. 55 quinquies. Riguardo a quest'ultimo aspetto, si è ritenuto, probabilmente, che in alcuni casi il dirigente avesse indicato un orario di entrata o di uscita dal lavoro non corrispondente al vero. Sostanzialmente avrebbe autocertificato la presenza in servizio non correttamente. Per la difesa, però, Boccabella non aveva alcun motivo per attestare il falso poiché il contratto dirigenziale non impone vincoli di orario, non c'è dunque un predeterminato orario di lavoro. Il contratto poi non comporta un pagamento a ora: lo stipendio del dirigente è fisso. Le motivazioni della sentenza entro 90 giorni. Scontato il ricorso in appello del difensore di Boccabella, l'avvocato Michele Quarta.
Marianna Ventura

