Asl, centrodestra diviso su Romano

La proroga dell’incarico al dg scatena la reazione della Lega tenuta all’oscuro
L’AQUILA. La proroga dell’incarico al manager Asl dell’Aquila spacca il centrodestra e scatena la reazione del centrosinistra.
«Dispiace molto dover apprendere dagli organi di stampa che la giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Salute Verì, ha deliberato un differimento al 31 maggio 2025 della scadenza del contratto del Direttore generale Ferdinando Romano. Spiace perché una decisione tanto importante, e ancora di più in questa delicata fase per la sanità abruzzese, andava presa condividendo il percorso con il tavolo politico e con tutti i consiglieri di maggioranza, che invece si sono trovati a doverla apprendere dai vari siti e dai giornali». A sottolinearlo, i consiglieri regionali Vincenzo D'Incecco e Carla Mannetti (Lega) e Marianna Scoccia (Noi Moderati). Evidentemente tenuti all’oscuro dagli alleati FdI e Fi. «Oltre a contestare questa decisione, assunta in maniera arbitraria dall'assessore Verì insieme al presidente Marsilio, esprimiamo forti dubbi sulla legittimità del provvedimento in quanto - spiegano - non si comprende bene su quali principi giuridici si fonda. Su quali basi, insomma, il differimento è stato argomentato e deliberato dalla giunta regionale convocata d'urgenza nel pomeriggio di ieri (martedì, ndr) dove peraltro risultava assente il vicepresidente Imprudente, impegnato in commissione». E passiamo al Pd aquilano che sferra l’affondo politico. «Le carenze di personale sono croniche, le liste di attesa sono interminabili, con il conseguente aumento della mobilità passiva e la diminuzione della mobilità attiva», affermano i dem, «il manager è stato però premiato con una motivazione sconcertante: resta alla guida della Asl per il timore di un possibile rallentamento nell’attuazione del piano di razionalizzazione ordinato dalla Regione a causa del deficit monstre di 46 milioni di euro». Il Pd chiede ai consiglieri D’Incecco, Mannetti e Scoccia, di fare fronte comune e trasversale affinché «Romano rassegni le dimissioni». E incalza Pierluigi Biondi, presidente del Comitato ristretto dei sindaci. (c.s.)

