Asl, Ciamponi è in scadenza: la conferma adesso è a rischio

Il contratto del manager cessa il 20 luglio, il governatore Marsilio potrebbe non rinnovare l’incarico Già pronto il piano per la successione in caso di addio: le redini passerebbero subito a Caponetti
PESCARA. Scade tra una settimana il contratto del direttore generale della Asl di Pescara Vincenzo Ciamponi. E il prossimo 20 luglio potrebbe essere l’ultimo giorno al vertice dell’azienda sanitaria per il manager di 63 anni originario di Tocco da Casauria: Ciamponi potrebbe non essere confermato. È questo l’orientamento del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio di Fratelli d’Italia: dopo tre anni di mandato, Ciamponi potrebbe non essere rinnovato. Se andasse così, la Asl sarebbe affidata a un traghettatore: potrebbe essere il direttore sanitario Antonio Caponetti.
VERSO L’ADDIO Le strade di Ciamponi e della Asl pescarese potrebbero dividersi improvvisamente: il manager – un curriculum da dirigente in aziende sanitarie pubbliche e private e, tra il 1994 e il 1995, anche in una partecipata del Milanese facente capo a Paolo Berlusconi – era stato confermato appena 4 mesi fa, dopo due anni di mandato, con una valutazione considerata «positiva» ma in chiaroscuro.
TRA LUCI E OMBRE «Il punteggio complessivo», recita la delibera della giunta Marsilio del 24 marzo scorso, «è risultato superiore al minimo, con conseguente verifica positiva del direttore generale a termini di valutazione complessiva, mentre quello relativo agli obiettivi di salute è risultato inferiore al minimo». Una verifica sì «positiva» ma che non aveva fatto scattare il doppio premio di risultato per il direttore generale: «Stante il punteggio complessivo ottenuto nel procedimento di verifica per il periodo considerato risulta maturato il diritto all’integrazione nella misura del 10% del previsto trattamento economico annuo», dice ancora la delibera che poi prosegue così: «Non può essere riconosciuta la relativa quota dell’indennità di risultato e conseguentemente l’integrazione del trattamento economico di cui al punto a) deve essere decurtata di un importo pari al 30%».
LA POLITICA PARLA A distanza di 4 mesi dalla conferma, il rapporto di fiducia tra Marsilio e Ciamponi si sarebbe incrinato e proprio per questo si parla di un cambio di rotta alla Asl. La possibile uscita di scena del manager è un argomento che tiene banco negli ambienti politici della città. E in quei corridoi corre voce che Ciamponi stesso potrebbe non avere più intenzione di proseguire l’incarico: potrebbe dimettersi prima del termine?
L’ULTIMA USCITA? È una possibilità ma di certo c’è che, ieri, la Asl ha convocato una conferenza stampa, in programma domani alle ore 11, sulle donazioni di sangue ed è stata annunciata anche la presenza di Ciamponi e dell’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì: potrebbe essere l’ultima uscita pubblica del manager? Se Ciamponi lasciasse la Asl, tra una settimana le redini passerebbero al dirigente più anziano, cioè al direttore amministrativo Caponetti. Ma Caponetti è in pensione da poche settimane: potrebbe essere lui il facente funzioni per un pugno di mesi, giusto il tempo di trovare un nuovo direttore generale. In caso di rinuncia di Caponetti, l’incarico andrebbe al direttore sanitario Vero Michitelli.
DUE INCHIESTE Altra certezza è il coinvolgimento di Ciamponi in due inchieste giudiziarie: la prima è il caso di Sabatino Trotta con l’appalto delle residenze psichiatriche considerato pilotato mentre la seconda riguarda le presunte tangenti per gli affidamenti dei servizi sanitari a imprese legate a Vincenzo Marinelli. Su quest’ultima inchiesta, la più recente, Ciamponi aveva dichiarato: «Rappresento la mia estraneità ad ogni ipotesi di reato, come sono certo verrà accertato nell’approfondimento delle indagini».

