Aspettando i sindaci sceriffo ecco quanto spendono i Comuni abruzzesi per la polizia locale

La classifica Openpolis relativa al 2014: tre centri in provincia di Chieti sui primi tre gradini del podio Tra i capoluoghi Pescara doppia Teramo. Che però incassa di più. Tanti gli enti fermi a zero euro
PESCARA. Il governo li vorrebbe «sceriffi». Almeno a leggere il decreto sulla sicurezza delle città che proprio oggi approda in Aula alla Camera, dove si discuterà della sua conversione in legge. Un provvedimento che assegna nuovi poteri ai sindaci in materia di ordine pubblico. E che introduce nuovi e più incisivi strumenti a disposizione dei primi cittadini. A cominciare da una sorta di Daspo, come quello previsto per gli ultrà violenti, contro chi imbratta gli edifici pubblici o spaccia droga nelle discoteche. Un vero e proprio giro di vite anche sulla movida, per sanzionare l’abuso di alcol in strada, la contraffazione delle merci e il degrado urbano. Nuovi poteri che i sindaci dovrebbero esercitare attraverso il loro braccio operativo. Ossia la polizia municipale. Ma come sono messi i reparti dei vigili urbani in Abruzzo? Non sempre benissimo a giudicare dal report dell’Associazione Openpolis che ha passato in rassegna la spesa sostenuta dai Comuni per il mantenimento della polizia locale e gli introiti dell’attività da essa svolta.
Podio chietino. Prendendo a riferimento la spesa pro capite sostenuta per ogni cittadino nel 2014, il Comune abruzzese che si aggiudica il primo posto nella classifica regionale (e il 12esimo in Italia) è Pietraferrazzana, in provincia di Chieti: 334,89 euro per ciascun abitante. Al secondo posto Fallo, sempre in provincia di Chieti, con una spesa pro capite di 30 euro più bassa (304,92) rispetto al primo. Sul gradino più basso del podio si accomoda invece, Montebello sul Sangro, sempre in provincia di Chieti, dove mantenere la polizia locale costa 289,74 euro. Continuando a scorrere la classifica si passa in provincia dell’Aquila, con Villa Santa Lucia degli Abruzzi e poi Castel del Monte e quindi Cappadocia, primo comune della lista a scendere sotto la soglia dei 200 euro. È settimo il noto centro montano Roccaraso, che si attesta sulla cifra di 158,67 euro. Seguono i comuni di Colledimacine, Bisegna, Secinaro e altri centri minori come San Benedetto in Perillis, Tufillo, Roccacasale e Brittoli e Pescocostanzo che si piazza al 15º posto in Abruzzo. Sono le località dove la spesa per la polizia locale grava di più sui bilanci comunali.
Pescara doppia Teramo. Per imbattersi nel primo comune capoluogo di provincia bisogna arrivare al 42° posto regionale (e 804° in Italia), occupato da Pescara: 61,45 euro pro-capite. E scorrere la graduatoria fino alla posizione 138 per leggere il nome di Chieti: 33,13 euro pro-capite. Spesa di poco superiore a quella che, sempre nel 2014, ha sostenuto il capoluogo di regione: all’Aquila mantenere la polizia municipale costa 32,44 euro (144° posto). E’ infine Teramo a chiude la speciale classifica dei capoluoghi di provincia: 163esimo con una spesa che non raggiunge neppure i 30 euro (28,69). E che dire dei tanti comuni che spendono solo pochi centesimi? Come Carpineto Sinello: appena 0,06 euro (vedi pagina a fianco). O Valle Castellana, con i suoi 22 centesimi. Per non parlare dei 29 centri abruzzesi dove la spesa è risulta pari addirittura a zero. Molto spesso si tratta di Comuni che non hanno un corpo di polizia locale.
Chi spende e chi incassa. Esaminando la voce delle entrate pro-capite legate alle attività della polizia municipale e relative alle infrazioni commesse dai cittadini - non solo quelle al Codice della strada - il Comune abruzzese che ha introitato di più è stato quello di Dogliola, in provincia di Chieti: 211,77 euro per ogni cittadino. Seguono Civita D’Antino, nell’aquilano, con 178,95 euro; Tufillo e San Martino sulla Marrucina, entrambi oltre i 100 euro; e Casacanditella, che mette all’incasso poco più di 60 euro. Da questo punto della classifica in poi, e cioè da Campotosto, sesto in graduatoria con 37,02 euro, le entrate scendono vertiginosamente. Al di sotto dei 30 euro pro capite nei comuni di Spoltore, Avezzano, Ripa Teatina, Torrevecchia Teatina, Notaresco, Roccaraso. Le entrate si assottigliano ulteriormente, riducendosi al di sotto dei 20 euro, nel comune di Sulmona (che è 13º in classifica). E come per la spesa, anche la classifica degli introiti è segnata da tanti numeri zero: la maggior parte dei centri abruzzesi non incassa neppure un centesimo attraverso la polizia municipale. Molti si fermano a pochi centesimi. Quanto agli altri capoluoghi di provincia, guida la graduatoria degli incassi Teramo (11,12 euro), seguita da Chieti (10,66) e Pescara (1,28). E L’Aquila? Openpolis riporta introiti pari a zero, ma definisce il dato non verosimile. Probabilmente per un errore di trasmissione o registrazione. «Solo nel secondo semestre 2014 le multe sono state circa 6 mila», spiega del resto il comandante della polizia locale del capoluogo abruzzese, Ernesto Grippo.
L’ira dei cittadini. Di certo, in diversi centri abruzzesi, non mancano le polemiche sulla polizia locale. Finita negli ultimi mesi nell’occhio del ciclone proprio a causa delle multe. E’ il caso, ad esempio, di Montesilvano: 100mila multe in 100 giorni. Ma anche di Città Sant’Angelo e Brecciarola. E che dire di Martinsicuro? Con il nuovo sistema del targa system sono già state contravvenzionate circa settemila persone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

