Aspirati 800 quintali di percolato
Emergenza discarica, i liquami liquidi che rischiavano di finire nel fiume sono stati stoccati in cisterna
MONTESILVANO. Proseguono le procedure per la messa in sicurezza della ex discarica di rifiuti di Villa Carmine. A seguito del sequestro di un'area di ben 21 mila metri quadrati di rifiuti ad opera della Guardia Costiera di Pescara nello scorso 6 aprile, e per evitare la fuoriuscita di percolato nel fiume Saline, frenetica è stata l'attività svolta dal custode giudiziario Valeriano Mergiotti e dall'amministrazione comunale per evitare il peggio e garantire così una buona stagione balneare.
Dopo aver avviato un tavolo tecnico con la Regione Abruzzo, il Comune di Montesilvano ha prontamente provveduto a un maggior controllo e alla bonifica delle aree esterne alla discarica divenute anch'esse luoghi di microdiscariche abusive ad opera di soggetti irresponsabili che vi sono andati a scaricare di tutto e di più.
In seguito a studi approfonditi sull'intera area e dopo aver verificato la possibile erosione della sponda del fiume a ridosso della discarica, il Genio civile ha deciso di erogare un finanziamento di 230.000 euro in favore del Comune affinché approntasse i lavori necessari per la messa in sicurezza dell'area. Nel frattempo il Comune ha avviato, per una spesa di 25.000 euro, tutta una serie di operazioni per fronteggiare l'emergenza percolato aspirando i liquidi che si erano depositati ai margini del fiume, per circa 800 quintali, e che a causa di un eventuale maltempo sarebbero potuti finire nel fiume. Il percolato aspirato è stato stoccato in cisterne di proprietà comunale. Dopo il dissequestro dell'area, intervenuta nel maggio scorso, sono proseguite tutta una serie di attività preliminari per scegliere la soluzione più idonea per la definitiva messa in sicurezza della discarica.
La prossima attività in cantiere partirà la settimana prossima, con un costo di circa 80.000 euro, per la individuazione di eventuali fughe di percolato che, se confermate, saranno deviate in appositi pozzi controllati e costantemente monitorati.
Oltre a questi lavori si stanno approntando inoltre studi e monitoraggi tramite dei piezometri per poi eventualmente realizzare anche una barriera drenante. Sono inoltre allo studio la ricerca di eventuali concause inquinanti circa la formazione di percolato, considerato che la ex discarica è in parte coibentata oltre ad essere inattiva da oltre venti anni.
Da tempo il ministero dell'ambiente chiede la messa in sicurezza o la definitiva bonifica della ex discarica, ma il problema è sempre di natura economica. Chi ce li mette i soldi per la bonifica o per la delocalizzazione dell'area, come più volte chiesto dalle varie amministrazioni che si sono succedute nel tempo?
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