Assalto armato in casa De Cecco: moglie e figlia prese in ostaggio

25 Gennaio 2023

Coltelli e pistola, in quattro minacciano Saturnino e svuotano la cassaforte: 40 minuti da incubo

PESCARA. Quaranta lunghissimi minuti di terrore puro, lunedì sera, per l’imprenditore Saturnino De Cecco, fra gli azionisti di riferimento della De Cecco, terza azienda al mondo produttrice di pasta, per sua moglie Sheila D’Isidori e per la loro bambina di 7 anni, vittime di una violenta rapina nella loro villa di Montesilvano Colle, lungo strada comunale Pianacci. «Non so se mi è sembrato un istante o tutta la vita», ha sottolineato la signora Sheila, ieri, uscendo dalla caserma dei carabinieri di Montesilvano, dove per oltre tre ore, dalle 11.10 alle 14.30, lei e il marito sono stati ascoltati ripercorrendo attimo per attimo l'incubo vissuto e cercando di fornire agli investigatori più elementi possibili per identificare la banda.
Ad agire materialmente, quattro persone incappucciate, tutte vestite di nero, armate di coltelli e di una pistola, sotto la cui minaccia hanno costretto De Cecco, dopo averlo picchiato, ad aprire la cassaforte dove erano custoditi orologi di ingente valore, preziosi e anche una pistola regolarmente detenuta. Quindi la fuga, su una Audi rubata, a bordo della quale, ad attenderli, c’era un quinto complice. Un gruppo formato da almeno cinque persone, scappate con un bottino, in via di quantificazione, di centinaia di migliaia di euro. L’incubo, per la famiglia De Cecco, è iniziato alle 21. I banditi hanno aspettato che mamma e figlia rientrassero a casa, e che varcassero il cancello della villa per bloccarle.
Appena la donna è scesa con la piccola dall’auto, sono sbucati da una siepe e l'hanno aggredita alle spalle, costringendola ad aprire la porta d’ingresso dell’abitazione, all’interno della quale c’era già l’imprenditore.
Trovandosi De Cecco a casa, i sistemi d’allarme erano disattivati e non hanno suonato, comunque non subito.
A quel punto, lei e la bimba sono state fatte entrare in cucina, dove sono rimaste per quasi tutto il tempo della rapina, sorvegliate a vista da uno dei banditi. E per tutto il tempo, come raccontato da De Cecco stesso e dalla moglie, i malviventi hanno continuato a ripetere e a far intendere, senza mai puntarla loro contro, che avevano una pistola e che erano pronti ad usarla se i padroni di casa non avessero fatto quello che chiedevano. «A un certo momento», spiega l'imprenditore, «quella pistola l’ho sentita dietro alla schiena, mi hanno fatto sentire che ce l'avevano». E sotto la minaccia dell’arma e dei coltelli che brandivano in mano, picchiandolo anche in volto quando non gradivano qualche suo comportamento, i banditi si sono fatti portare nella stanza della cassaforte, e l’hanno svuotata.
«La cosa brutta, che ci ha fatto davvero temere», fa presente l'imprenditore, «è che dopo aver preso quello che c’era nella cassaforte, hanno continuato a pretendere. Cercavano e volevano altro ancora. Ma io ormai gli avevo dato tutto».
Prima che la situazione potesse precipitare, è suonato uno dei sistemi d’allarme e la banda è scappata a piedi e poi su un’Audi, che aspettava all’esterno. A far suonare l’allarme è stato inavvertitamente proprio uno dei rapinatori, nel tentativo di spostare una telecamera presente nella villa. Sul posto, in pochi minuti, si sono precipitati i carabinieri della compagnia di Montesilvano e del comando provinciale, diretti dal colonnello Riccardo Barbera, che hanno avviato indagini e ricerche.
Stando alle vittime, i malviventi avevano un accento straniero, dell’Est Europa. Subito sono stati acquisiti tutti i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti dentro e fuori la villa e nella zona. Oltre alle immagini della serata di lunedì, si stanno esaminando anche quelle dei giorni immediatamente precedenti. Un piano, quello della banda, studiato nei minimi dettagli e frutto di più sopralluoghi e appostamenti. I malviventi sapevano esattamente come e quando agire. Gli accertamenti si stanno concentrando, in queste ore, anche sulla macchina usata per compiere il colpo.
«È stata una esperienza bruttissima», sottolinea De Cecco, «l’importante è che stiamo tutti bene. Anche la bambina sta bene ed è quello che conta. Alla fine possiamo dire che c’è andata di lusso».