Assalto con asce e picconi devastate anche le Naiadi

20 Novembre 2015

Notte di saccheggi in tutta l’area metropolitana: San Giovanni , Collecorvino, Pescara, Montesilvano e Spoltore dove i banditi hanno agito con una mola

PESCARA. Hanno devastato l’impianto sportivo delle Naiadi a colpi di ascia e piccone, ma non è bastato perché nella stessa notte, quella tra mercoledì e giovedì, i ladri hanno agito a ripetizione muovendosi a bordo di macchine potenti (Alfa 156 e Mercedes) su tutta l’area metropolitana che da San Giovanni Teatino passa per Pescara, Spoltore, Montesilvano e arriva a Collecorvino. Sei furti in case singole e in appartamento e una tentata rapina nella villa di San Giovanni Teatino, iniziati poco prima delle 19 e finiti con il raid alle Naiadi, sul lungomare nord, poco prima delle quattro del mattino. E il tutto senza considerare il furto sventato e l’arresto in flagranza di un albanese a Montesilvano e l’inseguimento in auto dei tre banditi costretti dai carabinieri di Pescara a lasciare la macchina e a darsi alla fuga. Ladri organizzati, ma anche improvvisati che magari, com’è successo a Montesilvano, di fronte alla porta blindata hanno desistito, oppure, com’è invece successo a Santa Lucia di Spoltore (mercoledì alle 18,50) a rubare ci sono andati con la mola per sventrare, come hanno fatto, il muro della casa singola presa di mira e portare via la cassaforte con l’oro dentro. Ladri che si accontentano, come quelli che poco dopo la mezzanotte di ieri sono scappati da una casa di Collecorvino portandosi via la macchina fotografica e pure la televisione del proprietario, oltre naturalmente ai “classici”, quelli che cercano l’oro e i soldi e altro non prendono, come hanno fatto a Montesilvano (intorno alle 21 di mercoledì)dopo essere entrati dalla finestra raggiunta con una scala, per poi portare via circa 4mila euro più monili in oro, come hanno è successo pure in una casa di via Raiale, a Pescara, intorno alle 20,50 dello stesso mercoledì.

Colpi a ripetizione iniziati dal tardo pomeriggio di mercoledì e finiti all’alba di ieri che raccontano, anche, del lavoro forsennato delle forze dell’ordine che al dunque poco possono rispetto alla nuova malavita. Quella che entra e saccheggia qualsiasi cosa e a qualsiasi ora, e non importa se dentro c’è qualcuno.

Ma la banda che ha assaltato l’impianto sportivo delle Naiadi quasi come si trattasse di una banca non si è improvvisata. Almeno quattro persone, armate di asce e picconi, come quelli ritrovati fuori dalla struttura dai poliziotti chiamati poi sul posto, hanno aperto quattro voragini (due dentro e due fuori) sui muri della struttura, partendo dallo spiazzo tra il palapallanuoto e gli spogliatoi delle piscine coperte mentre attraverso un altro buco sono entrati nel bar ristorante dove hanno ribaltato ogni cosa alla ricerca dei soldi. Così pure hanno fatto nel front office raggiunto attraverso un altro buco fatto al muro dello spogliatoio femminile. L’obiettivo erano le cassaforti che pure hanno trovato scardinato e aperto come scatolette di tonno senza trovare, forse, quello che cercavano. «È ancora tutto da quantificare», spiega l’amministratore unico della struttura Lamberto Calore, «diciamo che hanno preso circa diecimila euro, ma è un conto provvisorio perché si sono portati via anche server, computer e ricetrasmittenti, dopo aver tranciato anche i fili dell’allarme». Un furto di impatto che ha lasciato senza fiato i dipendenti che, dopo l’allarme del primo impiegato arrivato al lavoro intorno alle sei, sono stati chiamati a risistemanre la struttura che in una corsa contro il tempo ieri ha aperto regolarmente. «Li voglio ringraziare ufficialmente, perché è stato tutto merito loro», commenta Calore che, tra le prime cose, ha fatto controllare l’acqua delle piscine. «Almeno l’acqua era ok», riferisce, «per il resto hanno devastato tutto, perfino la vetrata del mio ufficio. E dal centro estetico hanno porato via un macchinario di 8mila euro». E un Iphone 6.(s.d.l.)

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