Assalto No vax, nei video 2 persone

Le telecamere riprendono un uomo che imbratta la Prefettura e l’altro che vigila
PESCARA. La pista No Vax che conduce al gruppo organizzato dei Guerrieri vivi si arricchisce di una serie di tasselli utili a stringere il cerchio intorno alla cellula pescarese dei complottisti che, nella notte tra lunedì e martedì, hanno vandalizzato con la vernice rossa il palazzo della Prefettura. Sul raid stanno indagando i poliziotti della Digos, coordinati dal dirigente Dante Cosentino. Nessuna svolta decisiva per il momento, ma le indagini proseguono senza sosta concentrandosi sui filmati delle telecamere di videosorveglianza che inquadrano notte e giorno l’ingresso dell’edificio di proprietà della Provincia e su quelle disposte intorno al perimetro di piazza Italia tra le sedi del Comune e lo stabile ex Inps.
Dalle prime risultanze investigative sembrerebbe che ad entrare in azione nella notte di lunedì, poco prima di mezzanotte, siano stati in due a volto coperto: il primo che ha compiuto materialmente lo sfregio, imprimendo simboli e scritte con la vernice spray sulla facciata esterna e sulle scale di Palazzo dei marmi, e il secondo che è stato invece immortalato nelle vicinanze mentre si guardava continuamente intorno, come per controllare i movimenti intorno al piazzale. Che si possa trattare di un gruppo o di un singolo saranno le indagini a chiarirlo. Quella che invece appare certa è la regia nazionale dell’atto vandalico, messo a segno nei giorni scorsi con modalità simili in varie città italiane. Pescara, infatti, è solo una delle realtà prese di mira. Il simbolo della doppia “v” avvolto dal cerchio rosso, marchio di riconoscimento del gruppo No vax Guerrieri vivi, è comparso a più riprese accanto alle scritte che rivendicano la contrarietà ai vaccini, ma anche all’identità digitale, ai cambiamenti climatici e all’agenda 2030. Una galassia di temi rimbalzati anche nei gruppi Telegram gestiti dai complottisti, dove si moltiplicano anche le challenge, ossia le sfide con premi in bitcoin per chi realizza il gesto più estremo.
«I danni provocati sono enormi, ancora non riusciamo a quantificarli», evidenzia il presidente della Provincia Ottavio De Martinis, «è stato un atto vandalico in piena regola. Per riportare la facciata storica allo splendore originario abbiamo incaricato gli esperti della Soprintendenza. Sono già stati prelevati dei campioni di vernice: ora saranno analizzati per capire come intervenire per rimuovere i residui di inchiostro senza danneggiare il palazzo». (y.g.)

