Assegno di 2.500 euro se nasci e vivi in paese

30 Settembre 2020

La Regione presenta la norma contro lo spopolamento delle aree interne Marsilio annuncia: «Sarà approvata a dicembre». Interessa 116 piccoli centri

L’AQUILA. Assegni di natalità, incentivi per i nuovi residenti, contributi per le attività imprenditoriali. Sono le misure contenute nella proposta di legge regionale presentata ieri dal centrodestra per fermare lo spopolamento dei paesi. Sarà pronta a dicembre. A illustrare la norma è stato il presidente Marco Marsilio, insieme all’assessore regionale alle Aree interne Guido Quintino Liris e ai capigruppo di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, Pietro Quaresimale, Guerino Testa e Daniele D’Amario.
I NUMERI CHOC. La fuga dai piccoli comuni di montagna – si definiscono così quelli situati al di sopra dei 600 metri di altitudine - è un fatto nazionale, non solo abruzzese. In Abruzzo, però, ha assunto proporzioni particolarmente preoccupanti perché buona parte dei 305 comuni presenti sul territorio regionale - per la precisione 116 (cioè quasi il 40%) - è rappresentata da borghi montani con meno di tremila abitanti. I dati Istat sulla variazione del numero di residenti nel quinquennio 2015-2020 raccontano di un mondo che va lentamente scomparendo.
In un lustro, in Abruzzo, si è registrato un calo della popolazione residente dell'1,94%, un dato superiore al valore nazionale (-0,91%). In termini assoluti, si è passati dal milione e 331mila abitanti del 2015 al milione e 305mila del 2020 (-26.000). Tra le province, è L'Aquila quella ad aver subìto il maggiore decremento percentuale (-8.393 residenti), seguita da Chieti (-9.574), Pescara (-4.081) e Teramo (-3.756). Nei comuni montani, questo calo demografico è stato molto più pesante, pari al 6,59%, che in termini assoluti significa 6.488 abitanti in meno.
I PAESI PIÙ COLPITI. Dei 116 comuni montani abruzzesi, 72 si trovano in provincia dell’Aquila, 32 in quella di Chieti, 6 a Pescara e 6 a Teramo.
Nella triste classifica dei 30 paesi dove il tasso di spopolamento è stato più alto, il primato spetta a Villa Santa Lucia (Aq) dove, tra il 2015 e il 2020, su una popolazione residente di 124 abitanti, se ne sono persi 31, vale a dire il 25%. Seguono Castelvecchio Calvisio (-19,62%), Ortona dei Marsi (-18,60%), Fontecchio (-18,21%) e San Benedetto in Perillis (-18,10%), tutti situati in provincia dell’Aquila.
Tra i borghi più colpiti ci sono anche Schiavi d’Abruzzo (-17,20%) Colledimacine (-1576%) e Fraine (-15,41%), tutti e tre appartenenti, invece, alla provincia di Chieti. Chiudono questa mesta top ten Cocullo (Aq), che ha registrato una diminuzione della popolazione residente del 14,86%, e Corvara (Pe), dove il calo è stato del 14,78%.
LA NUOVA LEGGE. La proposta di legge regionale, che vede come primi firmatari i capigruppo di maggioranza, interviene su due fronti: da una parte punta a favorire la natalità nei comuni montani prevedendo un assegno per ogni figlio nato per le famiglie già residenti; dall'altra, intende incentivare l’insediamento di nuclei non residenti. Il provvedimento è esteso anche alle frazioni che si trovano al di sopra dei 600 metri di altitudine ma che appartengono a comuni situati al di sotto di tale soglia e con una popolazione inferiore a 5mila abitanti.
ASSEGNO DI NATALITÀ. Dice la legge che l’assegno di natalità è «corrisposto per 12 mensilità, fino a un massimo di 2.500 euro annui, in favore dei nuclei familiari al momento della nascita di un figlio, fino al compimento del terzo anno di vita oppure al momento dell’ingresso in famiglia di un minore in adozione o in affido fino tre anni di età».
A CHI ANDRANNO I SOLDI. I beneficiari di tale misura, come detto, saranno sia le famiglie già residenti sia, in subordine, quelle che si impegnino a trasferire la propria residenza nei comuni montani e a mantenerla per almeno tre anni.
Per poter accedere all’assegno, le famiglie dovranno avere una situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 25.000 euro annui.
È prevista anche una serie di criteri di priorità, per esempio per i nuclei familiari con uno o più minori disabili o con un solo genitore.
CHI APRE ATTIVITÀ. L’importo del contributo, dice ancora la legge, è raddoppiato «qualora i nuclei familiari richiedenti avviino nel comune montano di nuova residenza un’attività imprenditoriale, anche attraverso il recupero di beni immobili del patrimonio storico-artistico».
DOTAZIONE FINANZIARIA. La proposta di legge, ha annunciato Marsilio, approderà in commissione e poi in aula tra poche settimane. Le nuove misure dovrebbero entrare in vigore già a partire dal primo gennaio 2021. Le risorse finanziarie stanziate dalla Regione a copertura del provvedimento ammontano a un milione e mezzo di euro.
L’ASSESSORE. «Con gli incentivi alla natalità», afferma l'assessore Liris, «la Regione dà un ulteriore segnale di attenzione per le aree montane più marginali. Abbiamo istituito anche un osservatorio ad hoc che ha il compito di produrre nuove misure e potenziare quelle esistenti. Sono nella fase attuativa, inoltre, programmi di investimento e accordi quadro affinché arrivino finanziamenti a sostegno di progetti strategici. E sono già stati deliberati atti riguardanti le aree interne Valle del Giovenco-Valle Roveto, Gran Sasso-Subequana e Val Fino-Vestina».