Assegno inclusione, tutte le novità

14 Febbraio 2024

Le persone in difficoltà economiche potranno presentare un’autocertificazione

PESCARA. Le famiglie che si trovano in situazioni di svantaggio e che possono accedere all'Assegno di inclusione potranno presentare un'autocertificazione per ottenere il beneficio. L'Inps chiederà all'amministrazione di riferimento una verifica della situazione di disagio: se entro 60 giorni non ci sarà una riposta la domanda verrà automaticamente accettata. Lo ha chiarito l'Istituto di previdenza in una recente circolare. Da quest’anno il Reddito di cittadinanza è stato sostituito dall’Assegno di inclusione: perché la pratica vada a buon fine, spiega l'Inps, sarà sufficiente il silenzio-assenso.
COME FUNZIONA
Le persone che hanno diritto all'assegno di inclusione in quanto affette da disturbi mentali, dipendenze e altro, potranno presentare un'autocertificazione all'Inps che chiederà all'ente citato nella domanda una verifica della situazione di disagio: se entro 60 giorni non ci sarà una riposta e in presenza di tutti gli altri requisiti previsti, la richiesta sarà accettata. L'Inps, si legge nella circolare, «ha rilasciato un servizio pubblicato nel portale istituzionale e denominato Validazione delle certificazioni Adi, l'assegno d’inclusione, attraverso il quale l'amministrazione pubblica competente può validare la dichiarazione, indicata nella domanda Adi, relativa alle certificazioni attestanti le condizioni di svantaggio». Queste dichiarazioni sono «valide per il richiedente e/o per i soggetti appartenenti al proprio nucleo familiare e/o l'inserimento nei programmi di cura e assistenza con data antecedente a quella di presentazione della domanda di Adi».
ESITO POSITIVO
L'Inps, come già accennato, chiarisce che «nel caso in cui l'amministrazione interessata ad una o entrambe le verifiche (condizione di svantaggio e inserimento nel programma di cura) non si pronunci nei sessanta giorni, la richiesta passa in esito positivo per silenzio assenso». Solitamente nel primo mese dopo la presentazione viene respinto solo il 25% delle domande. Dai primi dati diffusi nei giorni scorsi dall’Inps, l’Assegno è diffuso molto al Sud: oltre la metà dei trattamenti di inclusione pagati a fine gennaio, circa 287mila, è stato destinato a famiglie residenti in Campania e Sicilia, ovvero 154.666 pari al 53,76% sul totale. Al Sud e nelle Isole sono stati pagati 224.461 assegni con il 78,02% del totale, percentuale che supera quella del Reddito di cittadinanza che nelle indennità di novembre 2023 aveva toccato il 65,59% con assegni a 540.296 famiglie su 823.695 nell’intero Paese. In pratica oltre tre Assegni di inclusione su quattro tra i primi pagati sono destinati al Mezzogiorno contro uno su tre del Reddito di cittadinanza. La Regione con meno carte Adi è la Val d’Aosta con 135 assegni, poi il Trentino Alto Adige con 201. Le regioni con più Adi dopo la Campania (83.355) e la Sicilia (71.311). (m.p.)