Assegno unico per i figli: quali saranno gli importi

5 Febbraio 2022

Il debutto atteso a marzo: abbiamo calcolato le somme nei sei casi più frequenti Dai nuclei con reddito di 51mila euro a madri single con 28mila euro di stipendio

Da marzo farà il suo debutto l’assegno unico e universale a favore dei nuclei familiari con figli. Sostituirà e unificherà le misure di sostegno economico per le famiglie. Lo strumento, infatti, è omnicomprensivo e tutte le somme riconosciute o anticipate dal datore di lavoro in busta paga faranno posto a un unico assegno erogato direttamente dall’Inps, previa richiesta tramite un’apposita applicazione disponibile sul portale dell’istituto o rivolgendosi agli enti di patronato.
LE NOVITà
La novità sostanziale è che l’assegno è unico e universale: unico in quanto accorperà sei misure attualmente presenti nell’ordinamento a sostegno delle famiglie con figli a carico (eccezion fatta per il bonus asilo nido) ed è universale perché spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico a prescindere dall’occupazione dei genitori includendo quindi anche i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, disoccupati o incapienti. L’assegno spetta per ogni figlio minorenne e decorre dal settimo mese di gravidanza e viene riconosciuto anche per ciascun figlio maggiorenne a carico (fino al compimento del ventunesimo anno di età) purché frequenti un corso di formazione scolastica, professionale o di laurea; svolga un tirocinio o un’attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore agli 8 mila euro annui; sia registrato come disoccupato o in cerca di un lavoro nei centri pubblici per l’impiego o svolga il servizio civile universale.
GLI IMPORTI
Ma a quanto ammonta l’assegno unico universale? Il valore dell’assegno è modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare individuata attraverso l’Isee, l’età dei figli a carico e i possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare. Sono previste delle maggiorazioni per i nuclei familiari con più di due figli o con figli disabili, nonché per le madri con meno di 21 anni. È bene precisare che l’ammontare del beneficio tiene conto non solo della situazione reddituale (che fino ad oggi ha caratterizzato tutte le forme di sostegno alla famiglia), ma anche della situazione patrimoniale (abitazione, autovettura, giacenze medie conti correnti, assicurazioni ecc) che non necessariamente fotografa la ricchezza di una famiglia. Si pensi ad esempio agli immobili ricevuti in eredità a fronte dei quali, spesso, le famiglie devono sostenere costi senza trarne benefici di carattere economico. Quindi in presenza di Isee elevati, anche in assenza di redditi cospicui, il valore dell’assegno potrebbe essere inferiore rispetto alle attese.
ECCO ALCUNI ESEMPI
Ecco alcuni esempi pratici di calcolo contenuti nella circolare della Fondazione studi consulenti del lavoro. La prima simulazione riguarda il paragone tra due nuclei familiari entrambi con genitori coniugati e lavoratori dipendenti, due figli maggiori di tre anni e un reddito complessivo di 51.150 euro, ma con un Isee di 23.850 euro nel primo caso e un Isee di 38.500 nel secondo. Prima dell’introduzione dell’assegno unico universale per tutti e due il beneficio mensile è pari a 184,31 euro (2.211,72 euro annui) in busta paga, che dal prossimo mese aumenterà a 299,60 euro (3.595,20 annui) per la prima famiglia, quella con l’Isee più basso, e scenderà, invece, a 118,60 euro (1.423,20 euro annui) per la seconda, quella con l’Isee più alto. Ne consegue che a parità di situazioni reddituali a determinare l’importo del nuovo assegno sarà la situazione patrimoniale. La seconda simulazione prende in considerazione redditi da lavoro medio-alti e un Isee superiore a 40mila euro. In questo caso il sostegno economico sarà inferiore rispetto a quanto percepito in precedenza passando da 178,85 euro a 100 euro mensili con una perdita annua stimata in 946,16 euro. Quanto alla terza simulazione: le famiglie in assenza di Isee, ma con redditi elevati, che in precedenza non determinavano alcun sostegno, avranno accesso a un contributo base che garantisce un’entrata mensile costante. È il caso di genitori coniugati lavoratori dipendenti con due figli maggiori di tre anni, un reddito di 165.800 euro e un Isee non presentato. In questo caso dai 39 euro percepiti in busta paga si passerà ai 100 euro corrisposti dall’Inps. Insomma per chi ha uno stipendio basso ma un Isee elevato, perché per esempio possiede una casa, il valore dell’assegno unico universale potrebbe essere inferiore alle attese. Resta quasi invariato, invece, l’importo dell’assegno per nuclei familiari con figli disabili (quarta simulazione). Ad esempio in presenza di un padre lavoratore, madre casalinga e un figlio maggiore di tre anni con disabilità grave e un Isee inferiore a 25mila euro l’assegno passerà da 246,27 euro a 270 euro al mese. Con il nuovo assegno si vedrebbero ridurre il sostegno per i figli a carico i nuclei familiari con genitori conviventi, Isee inferiore a 25mila euro e due figli maggiori di tre anni se non fosse per l’applicazione della maggiorazione transitoria introdotta per il triennio 2022/2024 che si riduce di un terzo per ogni anno successivo al primo (quinta simulazione). Infine l’ultima simulazione prende in considerazione le madri single con meno di 21 anni e un figlio minore di tre anni. In caso di reddito da lavoro dipendente di 28.300 euro l’assegno passerà dagli attuali 103,96 euro (1.247,56 euro annui) ai 195 euro dell’assegno unico (2.340 euro annui) con un più 1.092,44 euro all’anno. Le simulazioni della Fondazione studi consulenti del lavoro sembrano confermare le perplessità già espresse dall’Ufficio parlamentare di bilancio sul disegno del nuovo strumento che sostituirà le attuali misure di sostegno economico per le famiglie.
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