Assessore Croce condannato, il M5s attacca: “C’è un problema politico”. Sospiri: “Ma non eravate garantisti?”

Pescara, interviene il presidente del Consiglio regionale. “Fa chic dire di essere garantisti fino al terzo grado di giudizio, ma poi si chiedono le dimissioni a fronte di una condanna in primo grado, che verrà appellata. Claudio Croce non si tocca: è una persona perbene”
PESCARA. "Sul 'caso' dell'assessore Croce si gioca il solito ossimoro dell'opposizione: fa chic dire di essere garantisti fino al terzo grado di giudizio, ma poi si chiedono le dimissioni a fronte di una condanna in primo grado, che verrà appellata, peraltro nei confronti di un uomo, un professionista, un amministratore limpido. Delle due l'una: da Rifondazione comunista al consigliere Pettinari si chiede coerenza, scegliessero una posizione, legittima a loro giudizio, e la difendessero. Ma chiedere le dimissioni di Croce oggi, prima della fine dell'iter processuale che prevede tre gradi di giudizio, viola il diritto di difesa". Lo afferma il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, coordinatore provinciale di Forza Italia, a proposito della condanna dell'assessore Croce.
"L'assessore Croce non si tocca - dice Sospiri - la vicenda 'Anno Zero Service' esula dalla sua attività politico-amministrativa che è specchiata, senza rughe, chiara, trasparente e lo è da sempre. Claudio Croce è uno dei migliori acquisti umani, professionali, esperienziali, che la politica abruzzese potesse fare: è cresciuto in termini conoscitivi, ha coltivato l'attività di consigliere comunale per cinque anni, imparando a conoscere tutta la città, approfondendo le tematiche, studiando tanto, partecipando con interesse e capacità alle fasi decisionali, è stato uno dei padri dello Statuto di Nuova Pescara, presiedendo in maniera straordinaria una Commissione tutt'altro che semplice, scrivendo il proprio nome nella storia". “Per queste ragioni, per quanto ha dimostrato di saper fare, è stato scelto come membro dell'esecutivo nel Masci-ter, una scelta unanime, condivisa, sulla quale non si torna indietro. Claudio ora, oltre a portare avanti la propria attività amministrativa, dovrà anche concentrarsi sulla propria difesa in un appello nel quale saprà dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, e ha sin d'ora tutto il nostro sostegno, politico e umano. Da parte delle opposizioni - aggiunge il presidente - non ci aspettavamo nulla di diverso: il garantismo a fasi alterne. Si dicono sicuri dell'innocenza dell'assessore Croce, e non potrebbe essere altrimenti, ma intanto si deve dimettere per una presunta 'opportunità'. A quella opposizione ricordo allora che il garantismo puro si fonda sul principio costituzionale della presunzione d'innocenza, mentre la richiesta di dimissioni immediate dopo una condanna di primo grado applica nei fatti una presunzione di colpevolezza. Tradotto: facessero pace e assumessero una posizione, senza maschere né infingimenti".
CINQUE STELLE.
«L’ultima vicenda giudiziaria, che ha coinvolto l’assessore Claudio Croce, impone serietà, equilibrio e senso delle istituzioni. Sul piano giudiziario vale per tutti il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Non spetta alla politica sostituirsi ai tribunali, né trasformare una vicenda processuale ancora aperta in una condanna pubblica anticipata. Il tema politico e istituzionale esiste, ed è enorme». Ad affermarlo è il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Paolo Sola, intervenendo sulla vicenda giudiziaria che coinvolge l’assessore all’Urbanistica del Comune di Pescara. E continua: «In sette anni di governo della città abbiamo visto un dirigente di fiducia dell’amministrazione arrestato nell’ambito di una vicenda gravissima legata a corruzione e droga, un assessore indagato per voto di scambio, un’inchiesta sui concorsi comunali che coinvolge figure presenti nell’amministrazione, e oggi un assessore all’Urbanistica condannato in primo grado in un procedimento per bancarotta fraudolenta. È evidente che, al di là delle singole responsabilità che ciascuna vicenda presenta, esiste ormai un problema politico complessivo. La successione di episodi che hanno coinvolto esponenti dell'amministrazione ha inevitabilmente inciso sulla tenuta, sull'autorevolezza e sull'immagine dell'ente. Pescara ha bisogno di un’amministrazione libera da ombre, capace di esercitare funzioni delicate con piena credibilità e con la massima fiducia da parte dei cittadini».
Per il Movimento 5 Stelle, la questione riguarda, nel caso specifico, anche il peso delle deleghe affidate all’assessore Croce. «Parliamo di deleghe decisive, come rifiuti e urbanistica», dice ancora Sola. «Masci deve assumersi il peso delle sue scelte, ha costruito questa squadra, l’ha difesa e continua a tenerla in piedi nonostante una lunga sequenza di vicende che hanno indebolito l’immagine del Comune, e questo è un problema politico che prescinde dall'esito dei singoli procedimenti giudiziari. Pescara non può restare prigioniera di un’amministrazione continuamente attraversata da ombre e polemiche, ma merita trasparenza, competenza e autorevolezza. Oggi queste condizioni appaiono seriamente compromesse».

