Assisi accoglie 500 maturandi abruzzesi

Giovani da tutta la regione e dal Molise nella città di San Francesco guidati dal vescovo Leuzzi
TERAMO. Oltre 500 giovani d’Abruzzo e Molise hanno invaso gioiosamente la città di San Francesco per la seconda edizione di “Universitari e maturandi abruzzesi e molisani verso Assisi”, evento organizzato dagli Uffici per la Pastorale Universitaria e per la Pastorale Scolastica della diocesi di Teramo-Atri e rivolto a tutta la Regione ecclesiastica. Mentre il tema dell’anno scorso era stato “Dio ha visitato il suo Popolo”, quello scelto per il 2019 è “Protagonisti nella storia”, filo conduttore che lega questo pellegrinaggio sia all’ultimo Convegno Diocesano che alla Lettera pastorale recentemente consegnata alla comunità dal Vescovo Lorenzo Leuzzi.
All’arrivo nella Città della Pace i ragazzi hanno vissuto un momento di riflessione nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, con la Santa Messa presieduta da monsignor Leuzzi. Al termine della funzione i giovani hanno visitato Assisi, per poi lasciare nuovamente spazio al raccoglimento, nel pomeriggio, con l’adorazione eucaristica nella Cappella di Santa Caterina, all’interno della Basilica inferiore di San Francesco, e con la preghiera di congedo nella Basilica Superiore, prima di ripartire e affrontare con rinnovato spirito di comunione e fede l’anno accademico e scolastico 2019/2020. «Assisi è un luogo che ci ricorda che se il Vangelo è vita allora ha la capacità di cambiare la storia», afferma il direttore dell’ufficio per la Pastorale Scolastica della Diocesi di Teramo-Atri, don Cristian Cavacchioli. «Ad Assisi», prosegue il sacerdote, «tocchiamo con mano che il Vangelo vissuto diventa arte, poesia, promozione umana».
Parole a cui fanno eco quelle del direttore dell’ufficio Diocesano per la Pastorale Universitaria, don Marcello Iuliani: «Bisogna proporre ai giovani dei testimoni credibili, che hanno incontrato Gesù e sono stati affascinati dalla sua bellezza e bontà. Ed allora perché non partire da Santi quali Francesco e Chiara? Ebbero il coraggio di trasformare la loro esistenza, e così fecero scelte radicali di vita che ancora oggi ammiriamo, a distanza di 800 anni». (c.s.)

