Assistenza a 200 bimbi malati gravi
L’appello del papà di Noemi: siamo allo stremo. D’Alfonso scrive al ministro
I caregiver, persone che si prendono cura di familiari affetti da disabilità gravissime, sono allo stremo. A causa dell’emergenza coronavirus l’assistenza domiciliare è stata sospesa per motivi di sicurezza, e loro, i caregiver, sono divisi tra la necessità di stare a casa e quella di lavorare per il sostentamento della famiglia. A lanciare l’allarme è Andrea Sciarretta, papà di Noemi, la bimba di 7 anni di Guardiagrele affetta da Sma1 e presidente dell’associazione Progetto Noemi. Della questione, tuttavia, si è già fatto carico il senatore Luciano D’Alfonso, che ha scritto al ministro Elena Bonetti e al premier Giuseppe Conte, chiedendo loro di prevedere nel decreto Cura Italia anche la possibilità di un congedo straordinario dal lavoro, da parte dell’Inps, da concedere ai caregiver in aggiunta alle misure già previste. «In Abruzzo sono circa 200 le famiglie con bimbi disabili gravi, la metà dei quali gravissimi», spiega Sciarretta. «Per i gravissimi l’esito di un eventuale contagio da Covid-19 sarebbe fatale. Non bastano 18 giorni di permesso della legge 104, né congedo parentale al 50% per 15 giorni (previsti nel decreto Cura Italia, ndc). Se il caregiver va a lavorare manca l’assistenza vitale, se si rende necessario un ricovero e il bambino entra in ospedale, il rischio di contagio potrebbe essere immediato. E se il caregiver sta male cosa succede? Chi potrà assistere un bimbo disabile gravissimo che già vive dipendendo da strumenti come la macchina della tosse?».
Per D’Alfonso, «è una situazione di emergenza straordinaria quella che stiamo vivendo, e come tale necessita di misure altrettanto straordinarie per riuscire a far fronte alle molteplici esigenze che i cittadini stanno vivendo, gravati altresì dalla fragilità dei propri familiari».
Intanto il reparto di terapia sub intensiva pediatrica dell’ospedale di Pescara, aperto nel 2017 su impulso del Progetto Noemi, ha previsto un percorso per pazienti Covid19, se necessario, in grado di accogliere un piccolo paziente e un genitore. (c.s.)

