Assistenza sociale a rischio in 5 comuni

7 Ottobre 2024

Il gruppo di opposizione di Scafa, ente capofila dell’Ecad 17, chiede un consiglio comunale sul caso

SCAFA. Un consiglio comunale per dibattere la questione dell’assistenza sociale a rischio in cinque comuni della Val Pescara, Scafa, Roccamorice, Tocco da Casauria, Torre de' Passeri e Cugnoli. La richiesta arriva dal gruppo di opposizione “Scafa verso il futuro”, composto da Manuela Di Fiore, Fabio Antonio Di Venanzio, Valter De Luca e Maurizio Giancola, che hanno inviato una interpellanza al sindaco Giordano Di Fiore; all’assessore alle Politiche sociali, Sabina Tontodonati, alla giunta, al segretario comunale, alla responsabile dell’area amministrativa, e per conoscenza, al prefetto, ai sindacati Cgil e Uil e all’Ufficio provinciale del Lavoro. A monte c’è «il pasticcio politico amministrativo», così definito dalla minoranza, dell’affidamento dei contratti di appalto dei servizi sociali in capo all’Ecad 17 per la zona di gestione Valle dell’Orta pedemontana che vede il Comune di Scafa capofila. Ripercorre, il gruppo di opposizione: «Il Comune di Scafa aveva affidato alla cooperativa Mani Tese la gestione dei servizi sociali dal 1° novembre 2023 al 31 agosto 2024 e comunque fino all’aggiudicazione di un nuovo operatore economico». Il Comune di Scafa il 28 agosto scorso emette la determina numero 158 nella quale concede alla cooperativa Kolbe «affidamento diretto dei servizi socio assistenziali ed educativi rivolti ad anziani, disabili, minori e famiglie residenti nel territorio della zona di gestione sociale» con «migliore offerta presentata dall’impresa Massimiliano Kolbe con sede legale ad Anzio (Roma)» dall’1 al 30 settembre con possibilità di proroga al 1° ottobre. Un provvedimento che di fatto «spodestava» la coop Mani Tese, che opera sul territorio da anni, e che ha fatto ricorso al Tar ottenendo l’annullamento di questa determina e di altri procedimenti, dopo che il Comune ha operato «contrariamente a quanto disposto dal Tar», secondo la minoranza. Per un breve periodo i dipendenti si sono ritrovati a lavorare per entrambe le cooperative senza sapere da chi essere pagati. Quindi intervengono i sindacati, che chiedono un incontro col prefetto, e anche l’opposizione consiliare.
Nel frattempo la gestione dei servizi sociali ripassa a Mani Tese. E l’opposizione ora «esprime forte disappunto sulla scelta politica circa la tipologia di gara adottata», scrivono Di Fiore, Di Venanzio, De Luca e Giancola, «che doveva essere aperta, e non a invito, per garantire la massima partecipazione alle aziende del settore e consentire al Comune di avere una scelta più ampia di offerte». L’opposizione chiede di sapere il motivo per cui «il Comune di Scafa non ha rispettato l’ordine del Tar fino ad arrivare allo scontro con i sindacati, chi ha travalicato i ruoli e perché. Chiediamo un consiglio comunale per dibattere la delicata questione» chiudono.