Assunzioni Asl: stop ai concorsi veloci

16 Febbraio 2019

Una delibera del 9 febbraio (il giorno prima del voto) cancella l’atto che portava da tre a uno gli anni per espletare gli iter

PESCARA. Stop alla velocizzazione dei concorsi per assumere medici, infermieri e dirigenti nelle quattro Asl abruzzesi. L’eredità che la giunta regionale di centrosinistra lascia al centrodestra è un boccone indigesto. Il 9 febbraio scorso, cioè il sabato che precede il giorno delle elezioni regionali, Giovanni Lolli, Silvio Paolucci, Lorenzo Berardinetti e Marinella Sclocco, si riuniscono in giunta per approvare la delibera numero 142 del 2019. Praticamente è una delle ultime, se non l’ultima, prima della vittoria del centrodestra.
Che cosa stabilisce questa delibera? Annulla un atto precedente dell’esecutivo regionale che riduceva, da tre anni a uno, l’attesa per completare gli iter dei concorsi della sanità pubblica. Parliamo di migliaia di assunzioni se si considerano gli effetti determinati nelle Asl dalla nuova legge sui pensionamenti con quota cento. La delibera-accelera assunzioni era stata approvata il 28 dicembre scorso, nel cuore della campagna elettorale per le regionali. E precedeva l’accentramento delle procedure in capo a una sola delle quattro Asl dopo che, da un monitoraggio fatto dal Dipartimento Salute e Welfare, era emerso che mediamente occorrono in Abruzzo ben 36 mesi per completare i concorsi. Un arco di tempo così esteso da obbligare le Asl a ricorrere alla pratica delle assunzioni a tempo determinato che, per numero di dipendenti e complessità della rete ospedaliera, sfuggono a qualunque tipo controllo della spesa, anche da parte della Regione.
Incaricando una sola azienda sanitaria veniva invece garantita la gestione unificata delle procedure, che ora sono tornate a essere frazionate nelle quattro Asl, con tempi diversi e medici, infermieri o dirigenti che concorrono in più parti. Insomma, è un caos. Un esempio su tutti è il concorso impantanato da tre anni per assumere a tempo indeterminato il primario del pronto soccorso dell’ospedale di Vasto classificato come Dea di primo livello. Ma centralizzando i concorsi, anche le graduatorie sarebbero diventate uniche senza accavallarsi, così come non sarebbero più servite decine di commissioni d’esame con spese e perdite di tempo. «Una delibera innovativa», così l’aveva definita il Ministero della Salute. Ma alla vigilia del voto scatta lo stop.
«Ritenuta la criticità dell’atto in parola e valutate le difficoltà che lo stesso determinerebbe nella corrente gestione delle procedure concorsuali delle Asl regionali... si esprime l’indirizzo di dover predisporre proposta deliberativa di annullamento del richiamato atto giuntale». Sono le poche righe, scritte in burocratichese, che passano il colpo di spugna sulla la delibera accelera-concorsi. Ma negli atti resi pubblici dall’ultima giunta di centrosinistra, dopo la sconfitta del 10 febbraio, non si rinvengono le spiegazioni di queste «criticità» e «difficoltà» riscontrate. Per di più le firme in calce alla delibera di annullamento non sono le stesse dell’atto di dicembre. Tra gli allegati spunta però una lettera di Lolli, presidente vicario uscente, che spiega chiaramente a chi toccherà sbrogliare la matassa dei concorsi tornati ad essere lenti: «Rimandare a successivo e più dettagliato provvedimento la specifica disciplina in materia da riservare alla nuova compagine governativa regionale». Tutto da rifare per Marco Marsilio che non partirà con il vantaggio di poter fare entro il 2019 le assunzioni di cui le Asl hanno bisogno.