AstraZeneca, lotto ritirato La Asl: è una precauzione

Le dosi sott’accusa somministrate a Montesilvano il 27 febbraio, il 9 marzo e ieri
PESCARA. Sono 680 le dosi somministrate il 27 febbraio, il 9 e 11 marzo. Solo in questi tre giorni. E sono circa 500 le dosi rimanenti bloccate, ieri, dalla Asl che rassicura i cittadini: «Nessun allarme, chi ha ricevuto il siero AstraZeneca -lotto 56- stia tranquillo. Quasi 700 dosi sono state usate e dopo due settimane dalla prima inoculazione, il 27 febbraio, non sono state segnalate reazioni avverse. Il ritiro del vaccino da parte di Aifa è cautelativo, non ci sono nessi causali con i casi» in Sicilia e Danimarca.
Così i medici dirigenti della Asl pescarese rassicurano la popolazione (personale docente, amministrativo e Ata di tutta la provincia che in questi giorni ha effettuato il vaccino al Pala Dean Martin di Montesilvano), dopo la sospensione dell’utilizzo del lotto 56 avvenuta ieri intorno alle 14, «prima ancora che arrivassero le comunicazioni ufficiali della Regione, dopo le 15». A fronte di 680 dosi somministrate dal 27 febbraio alle ultime di ieri mattina, la Asl pescarese ha bloccato la restante partita di 500 dosi ancora prima dell’arrivo delle comunicazioni ufficiali della Regione Abruzzo. Le vaccinazioni proseguiranno con altri lotti di vaccini AstraZeneca. Apprensione tra i cittadini, che hanno tempestato di telefonate la redazione del Centro (in un caso l’annuncio di un esposto in procura) dopo la notizia del ritiro, anche a livello nazionale, del vaccino anti Covid AstraZeneca appartenente al lotto ABV2856, in seguito alla morte di un militare in Sicilia per arresto cardiaco “in concomitanza temporale” con la somministrazione del vaccino. E dopo la sospensione del siero in Danimarca legata a “segnalazioni di gravi casi di coaguli nel sangue tra le persone vaccinate”, una delle quali è deceduta.
Dopo la sospensione da parte dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) anche in Abruzzo, come nel resto d'Italia, i carabinieri del Nas, allertati dai vertici Asl, hanno provveduto al sequestro delle dosi. Campioni saranno analizzati dall’Istituto superiore di Sanità. L’Aifa ha annunciato di aver avviato «le verifiche del caso con l’acquisizione delle documentazioni cliniche in collaborazione con Nas e autorità competenti». L’Agenzia comunicherà i risultati delle analisi sui campioni. Intantom un esposto in procura è stato annunciato da Patrizia Scarcella, docente all’Acerbo, alla ricerca, dopo le notizie circolate, «dei responsabili che mi hanno iniettato il siero alle 13,30 di oggi (ieri, ndr) quando già sapevano che era stato sequestrato dalle autorità. Lo sapevano quando alle 9,51 dal centro vaccinale una telefonata mi chiedeva di anticipare l’appuntamento in mattinata». Preoccupata «per l’assenza di comunicazioni istituzionali» anche una insegnante del comprensivo 7: «Insieme a un centinaio di colleghi e personale Ata, abbiamo ricevuto le dosi di quel lotto. Sono a favore del vaccino, ma se sono stata una cavia, lo voglio sapere» conclude la docente, allarmata. Come il medico pescarese che ha chiamato il Centro, preoccupata per la figliola che aveva fatto il vaccino mercoledì scorso.
Ai timori dei cittadini vaccinati col lotto ABV2856 sequestrato, risponde Rossano Di Luzio, al comando della campagna vaccinale Asl territoriale: «L’Aifa ha attuato una attività prudenziale», spiega il dirigente Asl, «questo lotto è stato utilizzato già il 27 febbraio e non ci sono stati riscontri negativi. Lo stesso è stato usato il 9 marzo e ieri e non abbiamo registrato nulla che non fossero le solite febbricole e dolori al braccio, risolta anche qualche febbre più alta. Oggi (ieri) sono state 220 le dosi inoculate che vanno ad aggiungersi alle 460 di circa due settimane fa, per un totale di 680 dosi, che non hanno dato alcun esito negativo. Abbiamo bloccato le somministrazioni intorno alle 14, più di un’ora prima che ci arrivassero le comunicazioni ufficiali dalla Regione».Stessa conferma arriva da Alberto Costantini, direttore della farmacia ospedaliera che lancia segnali distensivi alla popolazione vaccinata con il siero AstraZeneca: «Nessun allarme, nessun pericolo e nessun nesso causale su quanto accaduto in Sicilia e Danimarca. Abbiamo allertato i Nas, sono state bloccate circa 500 del blocco rimanente».

