Atleta di 82 anni muore a un passo dall’arrivo

20 Ottobre 2014

Sport in lutto per Fornarola. Di Cecco: era il papà dei podisti

PESCARA. «Parteciperò per la decima volta alla maratona di New York, la più bella del mondo perché è la sfida della vita», aveva scritto nei suoi appunti Duilio Fornarola, 82 anni, di Atessa, in una sorta di testamento che il maratoneta aveva lasciato prima di perdere, ieri, la vita correndo. «Duilio? E’ stato il papà di tutti noi», lo ricorda Alberico Di Cecco, campione di podismo e anche organizzatore, la veste che l’ha visto promuovere la 14ª edizione della Maratona Dannunziana a cui, ieri, hanno partecipato 2 mila atleti. Anche Fornarola si era iscritto con la sua associazione Lupi D’Abruzzo di Atessa, scegliendo la “mezza” , circa 21 chilometri attorno alla città come ultimo test prima di partire alla volta di New York.

Il malore a dieci metri dal traguardo. Intorno alle 9.15 il maratoneta più anziano del gruppo ma agonista di livello internazionale era partito da piazza Salotto, la stessa piazza dove poco dopo mezzogiorno Fornarola era rientrato sfiorando le due ore e cinquanta. Mancavano solo dieci metri all’arrivo quando il podista si è accasciato a terra battendo anche la testa. Di Cecco era a due passi e ha visto l’amico Fornarola accasciarsi e un medico tra il pubblico scattare verso l’uomo sdraiato a terra.

I medici che erano sul posto sono intervenuti subito ed è stato Di Cecco a chiamare l’ambulanza che, come racconta il campione, è arrivata «in 2-3 minuti, il tempo di abbassare il telefono e ho visto i soccorsi arrivare».

Fornarola è apparso subito grave e, tra gli atleti che nel frattempo continuavano ad arrivare ignari di quello che era accaduto, i medici hanno cercato per almeno trenta minuti di rianimarlo continuando anche all’interno dell’ambulanza. Una volta in ospedale, poco dopo, Fornarola è morto lasciando la moglie Anna Bravo e due figli Mario e Irma che, nel frattempo, si erano precipitati allo Spirito Santo.

Premiazione sospesa. Quando la notizia della morte del maratoneta ha raggiunto piazza Salotto, la società che ha organizzato la Maratona Dannunziana, Vini Fantini by Farnese Pescara, ha deciso di sospendere la premiazione invitando gli atleti solo a ritirare il premio. Fornarola era stato cancelliere capo della procura circondariale di Chieti all’epoca in cui il procuratore era Nicola Trifuoggi. Dopo essere andato in pensione, si era dedicato alla scrittura e alla corsa.

Di Cecco: Duilio è stato il papà di tutti noi. «Duilio non perdeva una maratona», ricorda Di Cecco, il campione di Fara San Martino che arrivò nono alle Olimpiadi di Atene 2004 e in possesso di una delle migliori prestazioni italiane di tutti i tempi con 2h 08’02. Un “mito” del podismo proprio per la sua longevità, con tifosi anche su Facebook per l’atleta che per ben nove volte aveva partecipato alla maratona di New York classificandosi lo scorso anno primo assoluto mondiale nella sua categoria, maschi 80. Il 30 ottobre Fornarola sarebbe dovuto ripartire ancora. «Correva con il sorriso sulle labbra», ricorda ancora Di Cecco esaltando il suo sport che, dice, «si adatta a ogni età». A piangere Fornarola non è solo il mondo dell’atletica ma anche il Comune di Pescara attraverso il sindaco Marco Alessandrini che, ieri, ha partecipato alla mezza maratona per poi sperare che Fornarola si riprendesse. Nel frattempo, in ospedale si è recato l’assessore allo Sport Giuliano Diodati. «Un uomo determinato e gioviale», ha raccontato il sindaco Alessandrini, «animato da una passione grandissima per lo sport che lo ha portato a correre all’estero e per tutto l'Abruzzo fino a Pescara, in una maratona in cui era conosciuto e acclamato. Dal momento del malore, in pieno accordo con gli organizzatori della Maratona Dannunziana», prosegue il sindaco, «abbiamo sospeso ogni cerimonia di premiazione e la città si stringe al lutto che ha colpito la famiglia di Fornarola, agli amici, al club dei Lupi d'Abruzzo di Atessa di cui lui era motore e riferimento».

I funerali. L’addio a Fornarola si terrà oggi alle 15.30 nella cattedrale di Atessa, il comune dove l’atleta risiedeva.

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