Atleti e amici sotto choc al funerale di Marinelli

A Francavilla chiesa gremita per l’odontotecnico colto da infarto in piscina
FRANCAVILLA AL MARE. C’era tutto il mondo sportivo, il mondo di Mario Marinelli, nella chiesa di Santa Liberata che ieri pomeriggio gli ha dato l’addio. Per l’odontotecnico di 59 anni morto martedì mattina durante l’allenamento di nuoto nella piscina di Francavilla sono arrivati in tanti. E per tutti il dolore era misto a incredulità. «Per noi era super Mario», dice commosso Riccardo Pisano, presidente della Project Ultraman, la società sportiva di cui faceva parte Marinelli e che lo scorso 2 aprile lo aveva visto partecipare alla maratona di Roma. Motivo di orgoglio e grande felicità per il 59enne che, raccontano gli amici più intimi, sotto sotto sognava di partecipare all’Ironman del 18 giugno a Pescara. Uno sportivo vero, appassionato di corsa, ma anche di nuoto, di tennis, di sci. Uno sportivo che alla passione sapeva unire la disciplina, e con questa i controlli medici. Eppure non sono bastati. Secondo quanto registrato dal suo tracker, l’orologio che misura i tempi delle vasche, martedì mattina Marinelli aveva fatto già dieci minuti di nuoto prima di accasciarsi in acqua durante una pausa. Lo ha visto in piedi con l’acqua che gli toccava al collo l’amico e compagno di squadra che era con lui, Antonio D’Intino. Si sono fermati insieme. Poi D’Intino è riapartito, e nel tornare indietro ha visto il compagno accasciato in acqua. Tutto in pochi istanti, come i tentativi disperati di rianimarlo da parte di D’Intino e dell’altro amico Pasquale Di Ghionno prima dell’arrivo del 118. «È morto in dieci secondi», riprende Pisano, «e non può essere stato il cuore a cedere. Forse un infarto dell’aorta toracica. Perché Mario era forte, talmente forte», ripete ancora incredulo, «che stavolta ha battuto anche se stesso».
Una certezza per tutti quelli che lo hanno conosciuto e che con Marinelli hanno condiviso, prima ancora delle prestazioni sportive, i momenti di convivialità. Il piacere, prima di tutto, di stare insieme. L’ultimo messaggio “sportivo” Marinelli l’ha inviato proprio a Pisano la sera di Pasquetta, dopo le 23, per dirgli che avrebbe voluto partecipare alla Gran Fondo della Majella del primo maggio. «Mi iscrivi?», «Ok», la risposta di Pisano che invece ieri era al suo funerale, come gli altri compagni Mirko Di Martile, Andrea Di Nezza, Marco Fars, Franco Salvatore, Emanuele Salvatore, ma come anche Luciano Di Renzo della Fit Program, Luca Listorti e Alessandro Bucceri presenti con tutti i ragazzi della Hurricane, Paolo Cavallone della E-Fit e tantissimi altri amici, colleghi e atleti. «Non smetterai di essere il nostro faro, il nostro punto di riferimento», gli hanno promesso davanti alla moglie Antonietta i tre figli Matteo (33 anni), Marco e Andrea (30) che con il padre condividevano, oltre al lavoro nello studio da odontotecnico (Matteo e Marco, visto che Andrea è commercialista) anche la passione per lo sport. Com’era stato con la staffetta a una recente edizione dell’Ironman di Pescara. O come la maratona di Roma. «L’ultima corsa l’ha portato al Signore», ha detto don Stefano Ricci prima del saluto di un amico di Marinelli, l’artist Abner Marzi: «Purtroppo la vita è incomprensibile. Hai tre ragazzi bellissimi, tre persone serie che hanno imparato tutto da te e quindi, amico mio, ti puoi congedare in pace. Puoi essere veramente fiero di tutto quello che hai fatto, con grande tenacia e determinazione». Ma adesso l’ultima sfida è dei suoi compagni di squadra: fargli intitolare un premio, per la sua categoria, alla Mezza maratona di Pescara. «per ricordare Mario, il nostro super Mario. Un po’ burbero ma sanguigno. Una persona vera».
(ha collaborato Paola Toro)
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