Atri, rubano per mesi ore alla Asl teramana: indagati in dieci

Certe volte non sarebbero neanche andati in ufficio e il cartellino lo avrebbero timbrato colleghi compiacenti
ATRI. Per mesi avrebbero "rubato" ore di lavoro alla Asl di Teramo con tutta una serie di timbrature del cartellino illegali: una presunta truffa ai danni dell'azienda sanitaria, che ha fatto finire nel registro degli indagati una decina di dipendenti del distretto sanitario di base di Atri. La Procura nella seconda metà di luglio ha disposto una proroga delle indagini – per questo si è appreso dell'esistenza del fascicolo – e l'inchiesta si avvierebbe ormai alle ultime battute. L'indagine, scattata diverso tempo fa dopo alcune segnalazioni giunte sul tavolo della guardia di finanza di Giulianova, che sta svolgendo le indagini, è coordinata dal pm Andrea De Feis. Secondo quanto sarebbe emerso dal lavoro degli inquirenti i dieci indagati, tutti dipendenti del distretto sanitario di Atri, in più occasioni avrebbero timbrato il cartellino per poi uscire dall'ufficio senza registrare l'uscita, rubando così tutta una serie di ore di lavoro; in alcune occasioni alcuni degli indagati non sarebbero neanche passati un minuto sul luogo di lavoro, e avrebbero chiesto a colleghi compiacenti di timbrare il cartellino per conto loro.
La guardia di finanza di Giulianova ha svolto le indagini sia con sopralluoghi e appostamenti di proprio personale in borghese, sia con l'ausilio di telecamere piazzate in punti strategici dell'edificio del distretto sanitario atriano. Inoltre i militari delle fiamme gialle hanno controllato una certa quantità di documenti cartacei per trovare riscontri utili alla tesi accusatoria. L'inchiesta non è ancora conclusa, non si può assolutamente parlare di reati accertati ed è presto per trarre le conclusioni. Di sicuro, sul piano dell'immagine, la Asl avrebbe fatto volentieri a meno di questa vicenda.
Sul caso, appena è esploso, la Asl ha in ogni caso annunciato di un'indagine interna.Anzi, nei progetti del direttore generale Roberto Fagnano c'è l'estensione delle verifiche a tutta la Asl, per evitare il ripetersi di simili episodi. Per quanto riguarda i procedimenti disciplinari, ovviamente, questi inizieranno solo in una seconda fase.
«Il vero problema», dice Fagnano, «è controllare tutti coloro che non svolgono la propria attività in un ufficio, ma girano sul territorio. E poi c’è la questione delicatissima dei dipendenti che fruiscono dei benefici della legge 104, circa il 25 per cento del totale. Qualcosa faremo anche per controllare se effettivamente assistono i parenti malati».(red.te)
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