Attacchi a Parigi, il ritorno dei turisti abruzzesi

16 Novembre 2015

L'aereo della Ryanair ha riportato in Abruzzo le famiglie che hanno trascorso il fine settimana nella capitale francese, e che la sera del 13 novembre erano nei ristoranti o a divertirsi nelle vicinanze dei luoghi del massacro. L'abbraccio commosso di un padre: «Ho rischiato di impazzire». L'aereo è ripartito per Parigi con metà passeggeri. Racconta anche tu nell'hashtag #abruzzoperparigi

PESCARA. Sono rientrate oggi all'aeroporto di Pescara le famiglie che hanno trascorso il fine settimana a Parigi, e che la sera del 13 novembre erano nella capitale francese a cenare o a divertirsi con parenti o amici. C'era anche il sindaco di Pescara Marco Alessandrini ad accogliere i turisti, in gran parte abruzzesi e pescaresi del volo Ryanair Parigi-Pescara; il velivolo è atterrato all'aeroporto d'Abruzzo con una decina di minuti di anticipo sull'orario previsto delle 14,50. «Mi é sembrato doveroso venire a salutare queste persone - ha spiegato il sindaco - molte delle quali partite per un weekend di spensieratezza in Francia e tornati in Abruzzo con la paura, ma soprattutto il dolore di aver assistito, anche se indirettamente, ad una delle più grandi tragedie vissute negli ultimi decenni. Quello che é accaduto ha sconvolto tutti noi, ma dobbiamo andare avanti e reagire e non darla per vinta a chi semina odio e terrore». Commovente l'abbraccio di un padre al figlio studente a Parigi: «Sono morti tanti ragazzi innocenti... ho rischiato di impazzire fino a quando non è arrivata la telefonata di mio figlio». Tra i viaggiatori intere famiglie e funzionari Ue che lavorano tra Parigi e Bruxelles. Ecco l'intervista di Giampiero Lattanzio a una famiglia di Manoppello che a Parigi è andata a trovare i parenti.

«Credo proprio che non tornerò più a Parigi», esordisce la donna di Manoppello (Pescara), che era in viaggio con la sua famiglia. «Quella sera - racconta - eravamo a sei chilometri dallo stadio. Stavamo prendendo la metro dopo cena quando una cugina che vive lì ci ha contattato per spiegarci cosa stava succedendo e per dirci di tornare subito a casa. Poi sono iniziate ad arrivare le telefonate dall'Italia». «Però - aggiunge - ci siamo resi realmente conto di quello che era successo solo la mattina dopo, quando siamo usciti. Macchine e moto della Polizia e delle forze dell'ordine ovunque. Faceva paura. Stamattina i negozi tutti chiusi e ovunque le bandiere francesi. Una sensazione fortissima. Ora la gioia di essere a casa».

«Noi eravamo a Montmartre - racconta un altro viaggiatore - il giorno dopo l'attentato l'atmosfera sembrava tranquilla e si aveva quasi l'impressione che i parigini avessero ricominciato la loro vita, ma la città in realtà era vuota e la polizia ovunque. Stamattina in aeroporto ci siamo resi conto che i controlli erano maggiori, ma nulla di impressionante. Anche lì polizia, esercito e teste di cuoio».

«Noi eravamo da tutt'altra parte - dice poi una donna che era in viaggio con i bambini piccoli - e abbiamo saputo quello che è successo dall'Italia. Il giorno seguente, nella nostra zona, a farci capire la gravità di ciò che era accaduto sono stati i negozi chiusi. Oggi in aeroporto i controlli non sono stati eccessivi, sicuramente sono stati bravi a non farci accorgere di nulla». Intanto si è appreso che circa la metà dei passeggeri che avevano prenotato il volo Ryanair Fr05011 decollato stamani alle 10 da Pescara per Parigi Beauvais ha rinunciato a partire.

Ed ecco la poesia che Roberta Savelli ha dedicato al 13 novembre. E' intitolata NO.

E noi cantiamo il nostro canto di libertà./ Non ci fermerà la barbarie/ in nome di un Dio straniero/ che vuole tributi di sangue,/ che ascolta ridendo le urla,/ i singhiozzi/ di chi non vuole morire/ di chi non capisce l'orrore/ di questa violenza bestiale./ Non vinceranno./ La nostra/ è una guerra per la civiltà,/ per l'amore,/ per il Bello/ che questi lupi impazziti/ azzannano e insozzano/ con le bocche imbrattate di rosso./ Combattiamo./ Perchè il nostro mondo/ Non può finire così. (Roberta Savelli)

Chiunque voglia solidarizzare con pensieri, immagini, poesie o video con il popolo parigino per quanto accaduto il 13 novembre può utilizzare twitter con l'hashtag #abruzzoperparigi.