«Attento e ben equipaggiato» Sotto choc gli amici di Scocchia

Decine di messaggi di cordoglio per il 56enne residente in via Arapietra, con lo studio a Villa Raspa Pilastro dell’associazione “Amici della bici”, lunedì aveva pianificato lui la gita con i vicini di casa
PESCARA. «Fabrizio era una persona attentissima, attenta e protettiva con tutti, non a caso l’altro giorno in montagna era dietro al gruppo, sicuramente per la sua attitudine a preoccuparsi sempre per gli altri». È questo che racconta chi ha conosciuto Fabrizio Scocchia, il commercialista di 56 anni precipitato lunedì pomeriggio per trecento metri, lungo il versante aquilano del Gran Sasso, mentre percorreva un sentiero di Pizzo Cefalone. Un percorso che conosceva bene lui che residente a Pescara eoriginario di Bisenti, nel Teramano, era un appassionato di bicicletta ma si portava nel cuore la sua montagna.
Lunedì, primo giorno di ferie dallo studio Assioma di Villa Raspa, aveva organizzato lui la gita con due vicini di casa, in via Arapietra, con cui spesso condivideva gite e tempo libero. Una persona scrupolosa, nei tempi e nell’equipaggiamento, tanto che lunedì mattina si era anche un po’ innervosito per la partenza in ritardo rispetto ai tempi previsti. Faceva caldo e proprio il caldo, probabilmente, voleva cercare di evitare. Invece intorno alle 15,30 si è verificata la tragedia mentre il terzetto stava riscendendo a valle dopo il pranzo in quota. E tra le ipotesi più accreditate, la causa sembra essere proprio il malore, un calo di pressione, qualcosa che ha fatto perdere l’equilibrio all’escursionista lungo quel sentiero così stretto.
«Lungo quel sentiero era andato altre volte, conoscendolo può essere stato solo un malore», dice sconvolto Pietro Nardone, presidente dei Runners, la società podistica che Scocchia seguiva sin dalla sua fondazione. «L’avevo sentito il giorno prima», va avanti Nardone, «mi ha chiamato dicendo che c’erano delle scadenze, eravamo rimasti che l’avrei richiamato il giorno dopo, non sapevo che andava in ferie. Una persona bravissima, professionale, è veramente una tragedia. Ci lascia una persona vera, un professionista, un amico». Parole che ribadisce Domenico D’Onofrio, della Pescara Marathon: «Mi sono affidato a lui da quando ho iniziato la mia attività professionale, nel 1992. È sempre stata una persona che riusciva a semplificare tutto, dal punto di vista lavorativo e umano, bravo anche con le associazioni sportive tanto che nel 2011, gli affidai i Runners appena fondati». Un amore per lo sport e per lo stare insieme che il commercialista, papà di due ragazzi di 18 e 20 anni, condivideva nella società “Amici della bici junior” di Spoltore. «Ha iniziato a frequentarla con i figli che correvano con me», racconta il presidente Domenico Cerasi, «e ci è rimasto anche quando i ragazzi sono cresciuti. Era un pilastro, il perno della squadra, l’organizzatore per tutto quello che riguardava le feste e lo stare insieme. Ci eravamo sentiti tre giorni fa per organizzare la tradizionale festa di Ferragosto che facciamo il 18 a Scanno. Quando si dovevano fare le cose il promotore era sempre lui, un vulcano. Un grande nel suo lavoro, commercialista preparatissimo, ma persona semplice, squisita, a cui piaceva stare in compagnia. La sua perdita è una cosa enorme per tutti».
Parole che si inseguono e si ripetono tra tutti quelli che hanno conosciuto Scocchia. «Una persona onesta, esemplare», dice affranta Franca Berardi. «Abbiamo i figli della stessa età, le nostre famiglie hanno vissuto tante gite, tante vacanze insieme, tanti momenti gioiosi sotto la palma. Siamo veramente addolorati, non meritava una morte così. Ma Fabrizio era un uomo molto forte e sono sicura che i suoi figli hanno ereditato la sua forza che verrà fuori e riusciranno ad andare avanti». Tra le decine di clienti dello studio condiviso con Alessandro Di Marco e la moglie Sara Di Giovanni, c’è anche il comitato Vittime di Rigopiano che «si stringe al dolore per la prematura scomparsa di Fabrizio Scocchia, persona da sempre vicina anche con il proprio lavoro per il Comitato e rivolge alla sua famiglia un pensiero di profondo affetto e vicinanza».
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