«Attenzione all’assalto quando passerà il Giro»
PESCARA. Le istituzioni sapevano del rischio di fronteggiare l’oramai consueto “turismo dell’orrido a Rigopiano”, in una festività come quella di Pasquetta che tradizionalmente segna l’inizio della...
PESCARA. Le istituzioni sapevano del rischio di fronteggiare l’oramai consueto “turismo dell’orrido a Rigopiano”, in una festività come quella di Pasquetta che tradizionalmente segna l’inizio della stagione turistica per la montagna pescarese. Diverse segnalazioni erano state inviate in Regione e in Procura da alcuni familiari e dallo stesso Comitato vittime sin dalla metà di marzo. In tempo comunque per predisporre una nuova recinzione - vista anche la celerità con cui l’ha realizzata Ecoalba dopo il polverone di Pasquetta - e per organizzare un servizio di vigilanza efficace. In particolare Rossella Del Rosso, sorella di Roberto, l’ideatore dell’hotel tra le 29 vittime della valanga, aveva scritto al vice presidente della Regione Giovanni Lolli e ai procuratori Serpi e Papalia, e cercato un contatto con Sara Marcozzi, consigliere regionale, per informare dello stato dell’area e sollecitare l’inizio della bonifica delle macerie, bloccata da un documento che la Regione ha prodotto appena due giorni fa. Il tutto, come fa presente la stessa Del Rosso con il fratello Pasqualino, «senza alcun esito, visti gli eventi consumatisi».
«La riprovazione lascia spazio al disappunto da parte dei familiari che si sono recati sul posto sempre con regolare autorizzazione e con un tempo limitato, o di chi, come il sottoscritto, si è visto negare il permesso di ritornarvi per finire di recuperare qualche pezzo del presepe del fratello», commenta Pasqualino Del Rosso. «A ciò si aggiunge il triste fenomeno delle ruberie perpetrato sin dall’inizio di questa terribile vicenda», rimarca la sorella mentre mostra la foto, scattata il 31 maggio scorso, di sedia e tavolino in ferro battuto, dell’hotel, di cui non c’è più traccia. «Ci si chiede che cosa abbiano intenzione di fare le istituzioni per arginare la pubblicità negativa che deriverà dal Giro d’Italia in quel luogo. Già si parla di “omaggio” alle vittime», va avanti la Del Rosso, «nulla esclude il ricordare l’immane tragedia rappresentata dalla morte di 29 persone ma, affinché il rispetto sia autentico, ci si augura che vengano predisposti divieti e misure adeguati per “oscurare” la scena che tanto piace ai turisti dell’orrido e per tutelare l’area ancora sotto sequestro». (s.d.l.)

