Attesa per il rientro del Falco in città

18 Gennaio 2019

Dopo l’invasione di campo alla finale di Supercoppa, Mario Ferri è stato consegnato alla polizia araba

MONTESILVANO. Il giorno dopo l’invasione di campo a Gedda, nel corso della finale di Supercoppa Juventus-Milan, in città si attende il rientro di Mario Ferri detto Il Falco, noto per le sue imprese con la maglietta da Superman e gli slogan che, di volta in volta, evidenziano la problematica del momento.
L’ultima impresa - compiuta mercoledì pomeriggio nel nome della lotta al razzismo sempre più imperante negli stadi e non solo - è stata però compiuta in Arabia Saudita, un Paese dove reati come “invasione di campo” o provvedimenti come il “daspo” non esistono, ma è proprio per la discrezionalità dello sceicco che c’è chi si preoccupa per Ferri. Il modo spettacolare in cui il Falco porta avanti le sue campagne pro o contro qualcosa (che in quel dato momento fa gola ai media) non gli ha risparmiato in Italia Daspo e anche qualche giorno di camera di sicurezza. Ma alla fine le sue corse sul campo verde hanno sempre goduto di quell’alone di simpatia che, anche da parte delle società di calcio, sono state perdonate come goliardate. Allo stadio Re Abdullah di Gedda l’invasione di campo è stata fatta davanti a 62 mila spettatori e 25 telecamere televisive. Il Falco, però, è stato inquadrato solo pochi secondi. A pochi minuti dall’inizio della gara il montesilvanese è saltato dal bordo del campo, si è tolto la maglia della tuta del Milan e prima ha salutato Cristiano Ronaldo e poi ha dato il cinque a Bakayoko. Quindi è stato intercettato dalla sicurezza e portato davanti ai dirigenti della polizia araba.
Il tempo di dare le dovute informazioni e poi Mario Ferri dovrebbe essere rientrato in albergo. Ma fino a quando non rientrerà in Italia, amici e conoscenti non sono tranquilli.