Atteso da 15 anni il nuovo reparto di emergenza

Il Pronto soccorso dello Spirito Santo non è più compatibile con il flusso di ingressi per un bacino di 350mila utenti
PESCARA. Tra annunci di lavori imminenti puntualmente smentiti, cavilli burocratici e modifiche irrisorie al progetto iniziale, sono quindici anni che Pescara attende la costruzione del nuovo Pronto soccorso. Attesa spasmodica, che si scontra ogni giorno con il boom di accessi e prestazioni nell'attuale area di 800 metri quadrati, in via Fonte Romana, insufficiente per un bacino potenziale di circa 350mila utenti, contando soltanto il capoluogo adriatico.
L'ospedale civile rappresenta la struttura sanitaria più grande d'Abruzzo, ma i problemi quotidiani vissuti sulla pelle di pazienti, medici e infermieri sono tantissimi: dai reparti di Medicina generale e Geriatria, che in alcuni periodi dell'anno scoppiano a causa della penuria di posti letto, con tanto di donne e anziani sistemati in corsia sulle barelle, fino alla mancanza di apparecchiature importantissime per la cura dei tumori quale il secondo acceleratore lineare nel reparto di Radiologia.
E non è tutto: ogni giorno, la Asl spende 4mila 214 euro più Iva per noleggiare un rimorchio, parcheggiato nel piazzale interno della struttura, con i macchinari per effettuare la Pet/Ct (tomografia a emissione di positroni), un esame molto sofisticato che permette la diagnosi precoce del cancro.
L'appalto per l'acquisto della strumentazione Pet/Ct si è chiuso il 25 gennaio scorso, ma per il momento si continua a ricorrere a una ditta esterna per le sedute che, annualmente, costano alla sanità abruzzese appena risanata 1 milione e 200 mila euro. Secondo i calcoli del consigliere regionale del M5s, Domenico Pettinari che, di recente, ha presentato un esposto alla Corte dei conti «per accertare se ci siano stati danni erariali» e una denuncia alla procura della repubblica «per verificare se siano stati commessi reati penali», acquistando il macchinario, in sette anni, la Asl avrebbe potuto risparmiare qualcosa come 5 milioni di euro. Insomma, con le somme guadagnate, si sarebbero potute comprare apparecchiature fondamentali, una su tutte il secondo acceleratore lineare che permetterebbe di abbreviare le liste d'attesa per la radioterapia, che oggi sono di circa quattro mesi. L'attuale strumentazione, infatti, è stata installata nel 2003 e da diversi mesi funziona a singhiozzo poiché frequentemente sottoposta a manutenzioni.
La vita media di uno strumento del genere è di 10 anni, ma la gara d'appalto per il nuovo apparecchio, bandita nel 2014 e aggiudicata nel 2015 alla ditta Varian, si è arenata. Come ha spiegato più volte il primario Marco D'Alessandro, bisognerebbe avviare subito le pratiche per sostituire il vecchio acceleratore poiché è a rischio la continuità delle cure ai malati oncologici. Nel frattempo, nei giorni scorsi, il direttore generale della Asl, Armando Mancini, ha annunciato ancora una volta l'avvio del cantiere per realizzare il nuovo Pronto soccorso. Una volta ultimato, occuperà l'area compresa tra l'ingresso transennato che si affaccia su via Fonte Romana e i locali dei tre reparti di Allergologia, Traumatologia e Chirurgia pediatrica per una superficie di circa duemila metri quadrati.
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