Attiva, Alessandrini chiude la porta ai Teodoro

25 Maggio 2016

Scaduto il mandato del commercialista Di Michele, è pronto il bando per nominare il nuovo manager. Il consigliere provinciale: mai chiesto poltrone

PESCARA. Il bando è pronto, sarà firmato oggi dal sindaco, ma è solo un’operazione trasparenza perché la nomina spetta comunque al primo cittadino. Dietro l’elenco dei requisiti richiesti, primo fra tutti «la comprovata esperienza tecnica e o amministrativa» Marco Alessandrini avrebbe infatti già un’idea di chi sarà il prossimo amministratore unico di Attiva, la società per azioni del Comune che si occupa della pulizia delle strade e della gestione dei rifiuti. Di certo un manager e non un politico per il sindaco, che già al suo insediamento aveva sfidato le pressioni della lista Teodoro che chiedeva la poltrona di Attiva, oltre a quella di assessore, rifiutandosi di sostituire il commercialista, e presidente dell’Ordine, Domenico Di Michele nominato alla guida di Attiva dall’ex sindaco di centrodestra Mascia.

Ma adesso che i tre anni di Di Michele sono scaduti lo scorso 29 aprile, i giochi si riaprono, e se da una parte appare chiaro che il sindaco questa volta dovrà trovare una quadra politica che soddisfi la sua coalizione di centrosinistra, pare altrettanto chiaro che ancora una volta le aspettative dei Teodoro (il consigliere provinciale Gianni e il consigliere comunale Piernicola) andranno deluse, soprattutto dopo questi ultimi mesi in cui i due fratelli si sono tanto spesi al fianco degli interinali rimasti fuori da Attiva, mettendogli a disposizione il loro stesso legale, l’avvocato Fabio Di Paolo, mentre l’amministrazione comunale (contestata più volte dagli interinali accampati davanti al Comune) faticava, e fatica ancora, a trovare una soluzione.

«Sto soltanto difendendo gli interinali senza gloria, perché quei lavoratori hanno lavorato con serietà e professionalità e rappresentano un know-how per l’azienda. Le poltrone non mi sono mai interessate», smentisce subito Gianni Teodoro, «tant’è che mi sono dimesso da super assessore il 5 gennaio del 2010 quando avevo i lavori pubblici, la polizia municipale, il verde, il demanio e le grandi infrastrutture. Da quel giorno non mi sono più interessato del Comune di Pescara nè ho avuto più nulla a che fare direttamente con il Comune. È vero, con la lista che porta il nome Teodoro ho sostenuto la candidatura di Alessandrini, portando come al solito 3.500 voti, ma per questo non ho mai preteso nulla».

E la giovane figlia Veronica Teodoro, diventata assessore comunale a 19 anni? «Il sindaco ha scelto di rappresentare in giunta tutte le liste della coalizione, ma se non ci avesse dato l’assessore non sarebbe stato un problema».

E sul fatto che ieri era raggiante in Provincia ad assistere all’insediamento del suo avvocato Fabio Di Paolo alla presidenza del cda di Provincia e Ambiente, Teodoro puntualizza: «Di Paolo non è il mio avvocato, è un avvocato, io non c’entro nulla. Sono un uomo del popolo, sono come quello che lavora nella pancia della nave per far camminare i motori e portare la nave in porto, non m’interessa stare sulla plancia. Per questo ho sempre tanto consenso, perché ho radici profonde, curate e annaffiate dalla gente». (s.d.l.)

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