Attiva cerca l’esperto per la differenziata

Bando lampo per trovare un consulente: domande entro il 17, ma lo stipendio resta segreto
PESCARA. Il giorno dopo l’approvazione in consiglio del regolamento sull’Imposta unica comunale che disciplina, tra le altre cose, anche il gettito della nuova tassa sui rifiuti (Tari), sull’albo pretorio del Comune spunta un avviso esplorativo «per manifestazione di interesse alla selezione di un consulente esperto di raccolta differenziata». Si tratta di una nuova professionalità da inserire nell’organico di Attiva, la società municipalizzata che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, al centro di una riorganizzazione dei servizi in seguito alla riduzione di almeno 400 mila euro di spese nell’ultimo trimestre 2014.
L’incarico, si legge nella procedura di evidenza pubblica, è suscettibile di affidamento diretto, avrà durata annuale e sarà regolarmente retribuito. Ma tuttavia sul bando non è specificato lo stipendio che spetterà al nuovo consulente. I tempi per reperire l’esperto sono stretti: le domande dovranno essere inoltrate all’ufficio protocollo di Attiva entro mercoledì prossimo 17 settembre, in quanto la data presunta di inizio dell’attività è stata stimata appunto entro la fine di questo mese. Diverse le prestazioni da affidare al consulente esterno esperto in raccolta differenziata: in primis attività di supporto all’ufficio tecnico di Attiva per la redazione di un progetto operativo con relativo piano industriale e piano economico-finanziario incentrato sul potenziamento del sistema di raccolta porta a porta, da estendere a tutte le zone della città. «Il progetto», si legge sull’avviso, «è finalizzato al raggiungimento della percentuale minima del 65 per cento di raccolta differenziata, calcolata su base mensile, entro il 2017».
Il professionista, inoltre, dovrà verificare i risultati delle iniziative, istituire un apposito osservatorio sull’igiene urbana, individuare e suggerire metodologie «per riesaminare, migliorare ed efficientare» il sistema di differenziata, ideare e proporre azioni di sensibilizzazione dei cittadini e attività di formazione rivolte alle scuole.
Tra i requisiti minimi di partecipazione ci sono il possesso di partita Iva o l’iscrizione alla Camera di commercio o all’albo professionale di appartenenza e l’esperienza nel settore dei rifiuti in Comuni capoluogo di provincia o al di sopra dei 120 mila abitanti. (y.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

